21 ottobre 2017

A Fiumicino è arrivato l’esercito

Poco prima era stato proprio il sindaco, Esterino Montino, insieme ai Vigili del Fuoco a sollecitare l’intervento del Prefetto quando dopo un sopralluogo era diventato chiaro che l’emergenza non sarebbe rientrata con le sole forze comunali. Troppo poche le risorse, gli uomini e i mezzi, nonostante l’invio di squadre speciali da parte della Protezione civile regionale. E soprattutto troppo poche le pompe per aspirare la marea generale in particolare lungo via Trincea delle Frasche, un fiume in piena. Una delle strade principali del quadrante sud di Fiumicino, attraversata da un fitto reticolo di traverse dalla sede stradale più bassa di 20, 30 centimetri. Alla fine tutto completamente allagato da venerdì, affluente ed emissari, in alcuni casi anche sotto un metro di acqua, come in via Foscolo Montini. Una marea che ha sommerso anche le case e ha messo in ginocchio tante famiglie bisognose di assistenza.

E pensare che la giornata era partita bene, con la notizia al mattino che a le Vignole, altro quartiere in emergenza dove sono state evacuate 50 persone, le autopompe in via Geminiano Montanari avevano liberato la strada, alleggerito fogne, fossi e permesso il ritorno dell’energia elettrica. Una situazione molto diversa da quella di Isola Sacra dove, nonostante il ridotto numero di evacuazioni, la situazione era diventata fuori controllo. Troppo grande l’area, troppi gli allagamenti e soprattutto troppe le famiglie a cui prestare soccorso che aumentavano con il passare delle ore, proprio come la pioggia che continuava a cadere.

“Il generale Graziano dello Stato Maggiore dell’Esercito ha inviato una colonna dell’esercito con delle autopompe in modo da rafforzare il sistema di pompaggio dai canali di bonifica – ha detto ieri sera Montino – autopompe che si aggiungeranno alle circa dieci già in attività sul territorio, comprese quelle del Consorzio di Bonifica, della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e dei Lavori Pubblici”.

Rispetto a Le Vignole a Isola Sacra si sono viste fin dall’inizio dell’emergenza molte meno forze dell’ordine, una sensazione che diventa certezza se si parla con i residenti locali. “Qui per anni è prevalso il fai da te – spiega un residente in via Montini – molti casi gravi di case allagate con i bambini piccoli dentro, non erano neppure conosciuti dalla Protezione civile e dal resto delle forze di soccorso”.

“Abbiamo perso tutto – dice Elisa, sempre in via Foscolo Montini – all’inizio abbiamo provato a svuotare la casa dall’acqua con i secchi, dopo mezz’ora era più alta di prima. Allora abbiamo abbandonato la casa, siamo andati con i nostri due bambini ospiti dai nostri genitori. Ora ci sentiamo dei profughi e in tutto questo da noi non si è fatto vedere nessuno”.

Anche per l’esercito non sarà facile, se le idrovore buttano l’acqua nei campi e nei canali, questa ritorna non solo con la pioggia ma anche dal sottosuolo, attraverso i tombini delle fogne da cui torna in mezzo alle strade. In via Trincea delle Frasche fino a via Passo Buole ieri sera ce n’erano almeno 30 centimetri.

 

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