26 settembre 2017

A Trevignano Romano con Natura 2000

Roma Caput Mundi, Roma accentratrice delle attenzioni di tutto il mondo ma anche madre tenera disposta a condividere la gloria con i suoi figli. Figli che ha allevato nel corso di oltre duemila anni condividendone la sua storia. Sono tanti i Comuni a lei vicini e  talvolta sono poco conosciuti ma la circondano come dei gioielli. Nel Parco Regionale di Bracciano e Martignano, oltre alle più note cittadine di Bracciano e Anguillara Sabazia, su un’insenatura settentrionale del lago, si trova Trevignano Romano. Il pittoresco paese sorge su di una rupe di lava in corrispondenza del più piccolo dei due crateri vulcanici che costituiscono lo specchio d’acqua. Esso si estende sul sito di un centro etrusco-romano, forse l’antica Sabatia da cui derivò il nome originario del lago (Sabatinum). Nello stemma  del Comune compaiono tre viti, ma il nome di Trevignano sembra non avere niente a che vedere con questo, piuttosto si collega al toponimo “Trebonianum”, nome di un antico fondo situato nella zona, ma è anche il nome  di una villa dell’epoca di Augusto , chiamata “triboniana”(citata dallo storico Nibby). Per la sua posizione geografica e per la presenza di acque termali, il luogo ha da sempre attratto la presenza dell’uomo. L’archeologia preistorica ha infatti permesso di conoscere l’esistenza di villaggi su palafitte, oggi ricoperti dalle acque, risalenti all’età del bronzo. A testimonianza che Trevignano fu un importante insediamento etrusco vi sono le numerose necropoli che si estendono per circa tre chilometri alla spalle dell’odierno abitato, che hanno restituito interessanti reperti. Nel periodo romano l’imperatore Traiano fece costruire un grande acquedotto (Aqua Traiana) per dissetare Roma  e per alimentare le nuove terme sul Colle Oppio. Esso fu molte volte in parte demolito dai barbari e dai vandali ma, in ultimo, fu ricostruito nel 1605 da Papa Paolo V, per l’approvvigionamento idrico del Gianicolo. L’acquedotto termina ancora oggi  con la “Fontana dell’Acuqa Paola” realizzata nel 1611 poco distante dall’attuale Porta San Pancrazio. I notevoli resti sono ancora ben visibili nel territorio. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la storia di Trevignano si perse nel caos delle invasioni barbariche. Nel XII e XIII sec. Trevignano assunse le caratteristiche del borgo feudale  dominato dalla fortezza (la Rocca) e cinto da solide mura, diventando così uno dei punti strategici di un piano di difesa di Roma attuato dal Pontefice Innocenzo III. Inizia così uno dei periodi più turbolenti di Trevignano che, divenuto oggetto di dispute tra feudatari, passò dai De Vico agli Orsini e subì anche l’assedio nel 1496 di  Papa Alessandro VI Borgia. Le distruzioni e  l’incuria cui è stata per secoli lasciata, l’offesa delle intemperie e alcune piccole scosse telluriche , hanno ridotto oggi questa poderosa fortezza ad un cumulo di rovine. Risale a quegli anni la costruzione della Chiesa dell’Assunta  situata sopra il centro storico. Eretta sulle fondamenta di un antico edificio sacro in stila gotico  venne poi ristrutturata completamente nel 1700. Il campanile è stato ricavato da una delle torri della rocca. All’interno si possono osservare opere di un certo interesse, sicuramente però la più importante è l’affresco dell’abside che ha come soggetto la morte della Madonna e la sua assunzione e incoronazione in cielo. L’opera venne compiuta nel 1517 da un pittore della scuola di Raffaello. La visita della chiesa e  della rocca è un’occasione per poter godere dall’alto dello splendido panorama sul lago mentre avvicinandosi al piccolo golfo (secondo cratere) sarà possibile osservare  con un binocolo svariati uccelli acquatici. Nel pomeriggio si potrà visitare  il Museo civico Etrusco – Romano, allestito nel palazzo comunale, dove sono esposti più di  350 oggetti:  buccheri, bronzi, borchie, fibule, ornamenti d’oro e ambra. Uno dei reperti più preziosi, scelto come logo del Museo, è un flabello (ventaglio) etrusco  recuperato nella Tomba dei Flabelli, scoperta intatta nel 1965. Si tratta di una raffinata opera di bronzo di forma trapezoidale della seconda metà del VII secolo a.C. decorato a sbalzo da numerosi trapezi concentrici. Notevole anche il pane di terra contenente un guerriero dell’VIII secolo a.C., ritrovato durante gli scavi archeologici  sulle alture ad est di Trevignano nel 1987–1989. Si possono vedere, insieme con lo scheletro, una spada ed un pugnale, un grande scudo finemente lavorato, numerose fibule ornamentali e un bracciale di bronzo sul braccio destro. (di Anna Consoli  Scudo / Natura 2000).

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