23 settembre 2017

Aeroporti Fiumicino: Passera come Adr?

è stato presentato dal ministro Corrado Passera il Piano nazionale degli aeroporti che – in accordo con ENAC – prevede il rafforzamento del sistema aeroportuale del Lazio, con la creazione del nuovo aeroporto di Viterbo, l’impegno a dare il via libera, entro dicembre 2012, al Contratto di programma Enac-AdR 2012-2021 sebbene esso sia attualmente ancora al vaglio del Ministero dell’Ambiente. Infine, adotta senza apparenti mediazioni l’orizzonte strategico, da qui al 2030, fornito dal Master Plan di AdR (presentato a fine di luglio) che prevede il Raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino: costo previsto 12 miliardi di euro. Come Comitato FuoriPISTA – formato da cittadini, imprenditori e realtà che risiedono nel Comune di Fiumicino comprendiamo l’esigenza e condividiamo la necessità di rendere maggiormente efficiente e competitivo il Leonardo da Vinci. Siamo però fortemente delusi ed allarmati di fronte ad un Governo che si vuole “tecnico”, ma che di fatto non assume la necessaria equidistanza dagli interessi in campo. Come cittadini ci aspettiamo invece che il Ministro si faccia carico di tutelare gli interessi della collettività, verificando la fondatezza dei molti sospetti che gravano sull’intera “opera”: “grande” solo in termini di speculazione fondiaria ed edilizia, con un terribile impatto ambientale e sanitario. Sinteticamente ricordiamo:
a. la gestione a dir poco inefficiente da parte di AdR del maggiore scalo romano, non solo per le condizioni in cui versa l’aeroporto ma anche per i servizi resi e dovuti ai passeggeri;
b. che AdR intende far pagare quanto di propria competenza alla collettività e ai passeggeri (chiedendo con urgenza l’aumento extra-gettito delle tariffe aeree) per finanziare opere di ammodernamento previste già a partire dal 1994 e variamente finanziate negli anni precedenti che non sono ancora state realizzate;
c. l’aeroporto opera attualmente in una situazione di illegalità rispetto all’inquinamento acustico ed atmosferico e le popolazioni coinvolte, fortemente allarmate per i danni alla salute, hanno richiesto al riguardo l’intervento della Procura della Repubblica competente;
d. AdR opera in uno stato di illegalita’ flagrante anche dal punto di vista ambientale: per sua stessa ammissione attualmente sversa nei canali, quindi a mare, le acque reflue provenienti dalle due piste principali, senza che queste vengano preventivamente depurate;
e. il Raddoppio dell’aeroporto viene giustificato riportando dati previsionali di aumento del traffico aereo (dagli attuali circa 35 milioni di passeggeri agli 80 milioni previsto per il 2030 e ai 100 milioni per il 2044!) che come molti esperti e commentatori hanno rilevato anche recentemente, appaiono infondati.
f. altrettanto e forse ancora più fantasmagoriche appaiono le cifre fornite da AdR sui futuri posti di lavoro: si parla di 30.000 nuovi posti nei primi dieci anni che salgono a ben 230.000 fino al 2044!

 

Ciò di cui invece c’è certezza è che:
– il Progetto realizzerà un consumo del suolo di notevoli dimensioni: si tratta di cementificare con 15 milioni di metri cubi 1200 ettari di pregiato agro romano, peraltro interamente ricadente nella Riserva Statale del Litorale Romano e quindi sottoposto a diversi vincoli di tutela;
– oltre alle nuove Piste, ai nuovi Terminal e la nuova aerostazione, il Progetto prevede di costruire strutture commerciali, alberghi, uffici, negozi, centri congresso, ecc. per complessivamente più di 1 milione di metri cubi; che nulla hanno a che fare con le necessità aeroportuali;
– verranno espropriate decine di medie e piccole aziende agricole di qualità e alcune centinaia di abitazioni private;
– e infine, ma certo non per irrilevanza, il palese conflitto di interessi che vede i Benetton giocare più parti in commedia: una volta come soggetti espropriati – e risarciti – per circa 1000 ettari (un po’ meno di un terzo dell’intera proprietà ceduta dallo Stato per 98 miliardi di lire nel 1998 alla Maccarese Spa, cioè Benetton) e una volta soggetti concessionari, come AdR, quindi Gemina, quindi Benetton, che rientrerebbero in possesso dei medesimi 1000 ettari, liberi di cementificare una volta tolte tutte le tutela alle quali ora sono soggetti.
Chiederemo con urgenza al Ministro di essere ascoltati e ci rendiamo disponibili a fornire tutta la documentazione in nostro possesso e che ha dato origine a tanti sospetti, motivando la nostra forte contrarietà al Progetto di Raddoppio.

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