25 settembre 2017

Aeroporto, bunker o colabrodo?

Secondo quanto riportato, i banchi del check-in restano incustoditi per ore e non c’e’ una transenna che impedisca il passaggio: puoi sabotare, danneggiare, rubare, connetterti alla rete interna, azionare i nastri trasportatori. Il piano rialzato, dove si trova l’unico bar aperto tutta la notte, non e’ presidiato, nessun addetto verifica che tu sia davvero in partenza, per cui la maggior parte di quelli che dormono e mangiano sulle panchine non sono passeggeri in attesa ma senzatetto accampati. Ma non e’ tutto: ci sono due ore in cui le zone off-limits del terminal internazionale T3 diventano accessibili, teoricamente anche con armi o esplosivo, le fotocellule sono spente e gli ingressi incustoditi sono almeno quattro: nessuno fa caso a chi entra.  E cosi’ mentre il Governo impone l’acquisto dei body scanner, nell’aeroportopiu’ grande d’Italia e’ possibile aggirare i controlli anti-terrorismo, e poco cambierebbe se fossero gia’ installati i nuovi scanner, perche’ di notte il passaggio e’ libero.
La replica “piccata” è arrivata subito, il giornalista de L’Espresso ”non e’ riuscito a passare in alcuna zona ‘sensibile’, cioe’ oltre il confine doganale, che e’ protetta dai varchi di controllo di sicurezze sui passeggeri in corso di imbarco che, anche quando non operativi, sono sempre interclusi all’accesso di estranei”. Lo sottolinea ADR, la societa’ che gestisce l’aeroporto di Fiumicino, commentando l’inchiesta sulla sicurezza dello scalo romano pubblicata dal settimanale. ADR, si legge in una nota, ”si riserva di presentare all’autorita’ giudiziaria i fatti narrati nell’articolo e l’esito dei controlli interni effettuati, al fine di accertare la sussistenza di reati che ragionevolmente si ritiene abbiano potuto generare allarmi nell’opinione pubblica e danni all’immagine dell’azienda e all’intero sistema aeroportuale italiano”. Gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, prosegue la societa’, ”rispondono ai piu’ elevati standard di sicurezza. Questa affermazione e’ convalidata dalle numerose verifiche ispettive che i preposti organismi nazionali e internazionali effettuano periodicamente, l’ultima non piu’ tardi del gennaio scorso”. ADR conclude ricordando che ”e’ obbligata a tenere aperte alcune porte al pubblico, cosi’ come previsto dalle ordinanze emesse dai competenti Enti di Stato, per garantire l’operativita’, anche minima, delle aerostazioni nelle ore notturne”.

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