24 settembre 2017

Aeroporto, l’inferno di cristallo

Aeroporto, l'inferno di cristallo

Nella notte è divampato un incendio di vaste proporzioni al Terminal T3 dell’aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci” di Fiumicino. Erano le 00.30 quando nello scalo si è iniziato a sentire odore di fumo e bruciato, ma solo mezz’ora più tardi ci si è resi conto della gravità della situazione. Le lingue di fuoco si sono sviluppate rapidamente, tanto che i Vigili del Fuoco intervenuti si sono trovati davanti a una muraglia di fiamme e fuoco. Fortunatamente, vista l’ora c’erano poche persone. All’interno l’aria è irrespirabile, i pavimenti sono anneriti da una coltre di fuliggine, gli operatori aeroportuali addetti al terminal girano rigorosamente muniti di una mascherina. Squadre dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine e della sicurezza aeroportuale perlustrano continuamente l’area, effettuando verifiche. Tutti gli accessi, sia nella zona partenze che nella zona arrivi, sia al terminal 3 che al terminal 2, sono stati interdetti e transennati. Addetti alla vigilanza non fanno avvicinare nessuno, né passeggeri né operatori aeroportuali, sia dalla zona della stazione ferroviaria che dai tunnel di collegamento. Il T3 è andato distrutto, specialmente nella parte esterna dove ancora adesso si può notare il mezzo metro di braci fumanti a terra. Ci vorranno mesi e mesi per ripristinare il tutto. I danni, oltre che alla struttura, ci sono anche per i voli cancellati o dirottati. E soprattutto un immenso danno è per l’immagine di Adr che punta ad avere uno scalo all’avanguardia. Adesso ci si domanda come sia possibile che nel 2015 possa accadere una cosa del genere a un aeroporto di importanza mondiale. L’intera area è stata isolata per facilitare le operazioni di soccorso ed evitare l’arrivo dei veicoli e delle persone. Per questo è caos viabilità da e per Fiumicino.

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