12 novembre 2018

Aeroporto raddoppio: Montino con Roma Capitale

“Condividiamo le preoccupazioni espresse dal Presidente della Commissione Trasparenza di Roma Capitale, Marco Palumbo sul raddoppio dell’aeroporto Leonardo Da Vinci – ha detto il sindaco Esterino Montino – Avere il parere di Roma Capitale in linea con quello dell’amministrazione di Fiumicino è un fatto importante che non solo qualifica il ruolo delle autonomie locali, ma rende più forte e credibile la difesa del nostro patrimonio ambientale e territoriale. Con l’occasione ringrazio il Comitato Fuoripista e le associazioni che stanno portando a tutti i livelli istituzionali un progetto di sviluppo aeroportuale nell’attuale sedime rispettoso della salute dei cittadini, sostenibile e compatibile con il territorio”.

Queste le dichiarazioni rese oggi da Marco Palumbo, consigliere Pd e presidente della commissione capitolina Trasparenza: “Entro il prossimo 30 maggio Roma Capitale è chiamata a formalizzare un parere sull’impatto ambientale, atmosferico e acustico relativo al progetto di ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino. Nella riunione odierna la Commissione Trasparenza ha acquisito le osservazioni tecniche degli uffici comunali. Confortato anche dal parere negativo già espresso dal ministero dell’Ambiente, resto dell’avviso che il progetto dell’Enac e di Adr sul raddoppio delle piste è incompatibile con l’ambiente e la salute dei cittadini residenti in quel territorio. Risulterebbero compromessi 1300 ettari di Agro Romano nella zona di Maccarese compresi nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano”.
“Il progetto alternativo riproposto oggi in commissione dal comitato “Fuoripista consente invece, secondo Palumbo, di incrementare le capacità dell’aeroporto fino a un totale di 80 milioni di passeggeri/anno, senza la necessità di cementificare o occupare altre aree agricole e della riserva naturale del litorale. Per i voli low cost, attualmente in costante aumento e su cui si basa essenzialmente la necessità di raddoppio delle piste ritengo necessaria la ricognizione di altri impianti idonei già esistenti nel Lazio”, conclude.

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