“Va bè niente viaggio. Ho una cosa per te vieni alla macchina”.
“Altra sorpresa? Oggi hai intenzione di stupirmi”.
Lo seguo e Luca apre il portabagagli. C’è un pacco che lui scarta con frenesia. “Tataaan! Eccoli i tuoi pattini d’argento! Non te l’aspettavi che l’avessi conservati, vero?”
Lo guardo interdetta ed anche incredibilmente fuori di testa… Quando mi aveva lasciato non sapendo che fare per rivederlo chiesi a sua sorella di avere indietro solo i pattini dei tanti regali che mi aveva fatto. Con quelli avevamo calcato tutte le piste, i pattini con le rotelle erano la mia passione e lo avevo contagiato. Un tuffo al cuore. Dentro l’anima stavano in apparente sonno tutte le risate, gli scherzi, la gioia di rincorrerci, far finta di cadere per farmi abbracciare. Mi stringe un nodo alla gola, e per non manifestare la voglia di piangere… “Pensavo stessero ai piedi dell’altra di turno” gli dico con finto risentimento. Luca mi guarda dritto negli occhi senza dire una parola e io sento scendere due lacrimucce nonostante le avessi legate con il fil di ferro. Luca mi abbraccia con tenerezza, mi lascio andare al bisogno di essere consolata, sono avvinghiata a una nuvola in calzoni. Porca miseria non è giusto essere martiri del tempo, meglio ubriacarsi senza posa di vita. Lascio la presa, mi aggiusto il trucco e lui mi dice: “Mi dispiace, pensavo che tutto se scorda… anche l’amore”.
Non c’è disastro più spaventoso che la morte del sogno.

(continua…)