21 ottobre 2017

Arrestata banda di Fiumicino e Ardea, 16 le rapine commesse

Rapine

Erano diventati il terrore di benzinai e tabaccai. Ben 16 rapine in pochi mesi, tutte localizzate nel quadrante sud di Roma. Vittime, perlopiù, distributori di benzina e tabaccherie presenti sul territorio del comune di Pomezia e lungo via Ardeatina e via Laurentina. Ma, venerdì mattina, i carabinieri di Pomezia hanno messo la parola fine alla serie di colpi messi a segno da una banda formata da tre italiani di 36, 40 e 41 anni, residenti a Fiumicino ed Ardea, tutti con precedenti, uno dei quali detenuto nel carcere di Velletri, e hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica. Gli indagati sono stati riconosciuti da alcune delle vittime nel corso di sedute di individuazione fotografica in caserma. I frame dei filmati di videosorveglianza degli esercizi commerciali rapinati hanno infine consentito, analizzando il modus operandi, le autovetture utilizzate per le rapine e l’abbigliamento in uso ai malviventi, di accertare la loro responsabilità. Gli arrestati sono ora detenuti nel carcere di Velletri.
La dinamica delle rapine era, più o meno, sempre la stessa. Il 36enne aveva il compito di entrare negli esercizi commerciali armato di pistola e di farsi consegnare l’incasso, mentre il 40enne ed il 41enne erano alternativamente il «palo» o l’autista pronto a fuggire. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pomezia, con la collaborazione dei colleghi della Stazione di Pomezia, sono partite dalla testimonianza di una delle vittime che, giorni prima della rapina, aveva indicato il numero di targa di un’auto sospetta, con due persone a bordo che osservavano insistentemente i suoi movimenti. L’analisi di molte ore di filmati del sistema di videosorveglianza del Comune di Pomezia e degli esercizi commerciali rapinati, l’analisi dei tabulati telefonici dei telefoni cellulari in uso agli indagati e numerosi appostamenti hanno consentito di individuare tre autovetture, due delle quali risultate rubate, in uso ai rapinatori e di poterli così identificare.

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