24 settembre 2017

Arrivano 50 immigrati, scatta la protesta

protesa centro accoglienza ok

La carica dei 50 a Fiumicino. Tanti sono gli immigrati che da questa mattina saranno ospitati nel centro di accoglienza che si trova in via Bombonati, traversa di via trincea delle Frasche, a Isola Sacra. “Ufficialmente il Comune non è stato coinvolto, non è pervenuta all’Amministrazione comunale nessuna comunicazione circa il centro – fa notare il Sindaco Esterino Montino – Solamente da qualche giorno voci insistenti confermavano la prossima apertura decisa autonomamente dalla Prefettura nonostante che il Comune circa un anno fa, alla richiesta da parte del Prefetto di indicare come Comune un luogo per l’istituzione del centro di accoglienza, il Sindaco di suo pugno avesse comunicato che ciò non era possibile, visto che ci sono sul nostro territorio altri centri che si aggiungono all’accoglienza di minori non accompagnati che arrivano dall’aeroporto”.

Nel frattempo oltre 150 persone hanno dato vita ieri sera  a un sit in spontaneo per protestare. All’iniziativa sono presenti i consiglieri comunali di centrodestra Mauro Gonnelli, Federica Poggio e William De Vecchis.“Appoggiamo concretamente una iniziativa giusta e pacifica da parte di molti cittadini che in maniera spontanea e assolutamente educata hanno deciso questo pomeriggio di far sentire la loro voce – spiegano Gonnelli, Poggio e De Vecchis – Dispiace non aver visto al contrario nessun consigliere di maggioranza e delle istituzioni locali che, al di là di qualche dichiarazione stampa, hanno preferito rimanere sotto gli ombrelloni infischiandosene dei problemi di questa città. Ribadiamo per la centesima volta che un anno fa, quando si iniziò a parlare di centro di accoglienza, presentammo una proposta unitaria per far uscire Fiumicino da questo tipo di situazione, bocciata dal sindaco e dalla maggioranza. Gli stessi che oggi, a giochi fatti, recitano la parte. Qui non si tratta di essere razzisti ma al contrario essere realisti. Ogni anno spendiamo oltre 700mila euro per ospitare richiedenti asilo politico. Le nostre casse non possono sostenere il peso di un altro milione e mezzo a meno di tagliare i sostegni alle famiglie in difficoltà. Ipotesi questa che creerebbe tensioni sociali difficilmente sostenibili. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per far cambiare idea alle istituzioni ma chiediamo di non rovinare questa protesta pacifica con gesti inconsulti”.

Pubblicità

Newsletter

Archivio Articoli