25 settembre 2017

Balli Usa in Italia, l’idea del Baffi

E poi, perché no, farsi scuola capofila in Italia. Un manipolo di ragazze dell’istituto Baffi di Fiumicino ci sta provando. “Con qualche difficoltà ma siamo sicure di portare a casa il risultato” dicono fiere e determinate.  Il motivo è semplice. Non centrano pailette e voglia di esibirsi. “Vogliamo solo dimostrare che la nostra gioventù non è solo quella si racconta sui giornali, di ragazzi sballati, annoiati, dei bulli – spiegano -. C’è anche chi si impegna per ottenere qualcosa, per far vedere a tutti che c’è dell’altro”. E il ballo di fine anno è uno dei tanti progetti che queste ragazze dalle mille idee stanno mettendo in campo. “Far accettare il ballo di fine anno non è facile. In Italia si guarda a questo tipo di evento con diffidenza, ma noi contiamo di farlo attecchire sul territorio e poi esportare il progetto in tutta Italia”. Ambiziose, ma soprattutto resolutissime a portare a casa il risultato. Senza l’aiuto di nessuno se non di loro stesse.  Dalle regole non si scappa: complesso musicale (rigorosamente del Baffi) di sottofondo, vestiti lunghi, fiore al polso per riconoscere le coppie. I biglietti nominativi per evitare imbucati indesiderati (il ballo è aperto ai ragazzi del Baffi tra i 16 e 24 anni, gli unici ammessi extra scuola sono i fidanzati). E poi, a fine serata si scelgono il re e la reginetta, il vestito e la coppia più belle. Nel mezzo coreografie e balli, anche qui targate Baffi. “Oggi si comunica solo tramite sms o social network. Noi vogliamo dimostrare che il rapporto personale è di gran lunga migliore”. E quale miglior idea di un ballo. I problemi però non mancano: “Non tutti apprezzano questa idea. E poi oggi come oggi comprarsi un vestito elegante costa e con la crisi che c’è le famiglie ci pensano su prima di fare una spesa” ammettono. Ecco perché chiedono aiuto: “Cerchiamo degli sponsor che possano aiutarci a realizzare questo sogno”. Intanto però si sono date da fare: “Abbiamo contrattato con alcuni negozi e abbiamo ottenuto degli sconti, ma se ci fosse uno sponsor a coprire questi costi potremmo coinvolgere tutta la scuola”.  Manca anche la sala: “Ma siamo a buon punto, vediamo cosa esce” dicono. Il tema sarà Holliwood, che l’ha spuntata dopo un referendum scolastico. La data? Metà giugno, proprio come nella migliore tradizione a stelle e strisce.

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