22 settembre 2017

Biogas, allarme di RifiutiZero

“Il tutto con annessa centrale di generazione dell’energia elettrica, dove verrebbe trattata la Forsu, cioè i rifiuti organici, di Roma, città dove ancora ad oggi non esiste una raccolta differenziata porta a porta decente e che possa garantire un buon livello qualitativo dell’organico; attenzione, non è un impianto di compostaggio come vorrebbero far credere – fanno notare allarmati i responsabili del Comitato – Che la nostra Amministrazione non avesse a cuore la salute dei suoi residenti e la tutela dell’ambiente lo sapevamo da tempo, ma acconsentire alla costruzione in piena riserva del litorale di una centrale a biogas rubandone altri 16 ettari, con tutti i rischi connessi a questo tipo di impianto, solo per favorire il Sindaco di Roma, dei futuri candidati sindaci e gli interessi economici di Amaci sembra veramente troppo. I biodigestori sono impianti sporchi da cui si ricava metano di scarsa qualità e digestato che altro non è che una poltiglia assolutamente non utilizzabile in agricoltura. Sono impianti che usufruiscono dei finanziamenti pubblici (soldi nostri) mediante i cd Certificati Verdi e che grazie ai prezzi speciali che il gestore della rete elettrica paga per ogni kw di energia immessa in rete diventano una fonte di profitto considerervole. E non sono impianti ad impatto zero come tenteranno di farci credere. Se a questo aggiungiamo che il conferimento dell’organico in questo impianto frutterebbe ad Ama altro consistente guadagno, ci possiamo facilmente rendere conto che i motivi per cui Maccarese sarà trasformata nel nuovo polo dei rifiuti e dell’energia di Roma sono legati a fattori economici che nulla hanno a che vedere con la vocazione agricola del territorio, con la salvaguardia dell’ambiente e con la salute di tutti noi. Non abbiamo lottato per quasi due anni contro la discarica e l’inceneritore a Pizzo del Prete per ritrovarci una centrale a biogas da 100.000 tonn/anno a Maccarese, nel cuore del nostro Comune. Chiediamo all’Amministrazione chiarezza, chiediamo che la cittadinanza sia informata puntualmente a 360 gradi, sul progetto, sui rischi possibili a livello sanitario, e che soprattutto sia coinvolta nelle decisioni. Nonostante una richiesta di accesso agli atti datata Luglio, ad oggi con varie scuse non ci e’ stato consegnato il progetto. Cosa non vogliono farci sapere?”.

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