22 settembre 2017

Boxe, Emanuele Blandamura Campione d’Europa

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“Voglio vincere il titolo europeo dei pesi medi per regalare a me, alla mia famiglia, a mio nonno, che non c’è più e che era il mio più grande tifoso, e alla mia ragazza, una grande gioia”. Questo diceva qualche mese fa il pugile Emanuele Blandamura che frequenta Fregene dove abita lo zio e si allena ogni tanto a Focene con alcuni promettenti ragazzi del Mizar Center. E il suo sogno sabato 3 dicembre si è tramutato in realtà al termine della sfida tutta italiana che si è tenuta al Palasport di Colleferro contro Matteo Signani (entrambi classe 1979). Per l’occasione ha potuto contare sull’appoggio del pubblico ed è andato a conquistare la cintura grazie a un verdetto per split decision (117-111; 113-115; 115-114) al termine di un match duro ed equilibrato. Il nuovo campione continentale, che ottiene così la sua ventiseiesima vittoria da professionista contro sole due sconfitte, ha trovato in questo sport un’ancora di salvezza dopo un’adolescenza difficile. Prima di iniziare a darli sul ring a 18 anni, i pugni decisivi li dovuti tirare alle molteplici difficoltà che la vita gli ha messo davanti nella sua giovinezza. “Questo sport mi ha teso la mano verso la strada giusta – ci raccontava Emanuele in una recente intervista, che si fa chiamare Sioux per il suo amore verso gli indiani d’America – visto che ho passato la mia adolescenza in una condizione psicologica non facile. In certe situazioni è facile imboccare un tunnel dal quale poi diventa complicato uscire, invece i guantoni mi hanno indicato la giusta via”. Prima di approdare nei professionisti nel 2007, Emanuele ha disputato 44 match tra i dilettanti conquistando svariati titoli e tornei. E adesso è sul trono d’Europa, da dove sarà difficile farlo scendere. “Ci vuole impegno e voglia di mettersi in gioco – sottolinea – bisogna prendere coscienza che ci si deve mettere al servizio di se stessi, seguendo il maestro, il preparatore atletico e il nutrizionista. Alla base ci deve essere tanta forza di volontà, visto che per preparare un incontro è richiesto un allenamento che dura almeno quaranta giorni”. È così che nascono le vittorie. È così che è diventato Campione d’Europa.

di Francesco Camillo / foto di Renata Romagnoli

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