21 settembre 2017

Bufera sulla nuova discarica

Così il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, dopo avere incontrato una delegazione di europarlamentari sul tema, parla di un “gioco dell’oca” che va avanti da otto mesi e risulta insostenibile al punto che, nel caso le soluzioni trovate dal commissario andassero incontro a ostacoli nati da opposizioni di tipo politico, l’esecutivo prenderà misure straordinarie. “Il commissario – dice Clini – sta lavorando a delle soluzioni ma se alla fine non risulteranno praticabili per un’opposizione politica, o Roma si riempie di rifiuti oppure il governo si fa carico di iniziative eccezionali”. Ed è lo stesso commissario Goffredo Sottile a evocare lo scenario delle strade della Capitale colme di rifiuti a partire dal 1 gennaio: “Alternative a Monti dell’Ortaccio non ce ne sono. Noi rischiamo il 1 gennaio 2013 di avere i rifiuti nelle strade di Roma. E aggiunge, in modo ancora più esplicito: “L’alternativa a Monti dell’Ortaccio sono i rifiuti a via Nazionale”. Al termine dell’incontro sui rifiuti con gli europarlamentari, il ministro ha chiarito che la situazione di Roma non può essere lasciata passare nell’indifferenza generale: “La storia di Roma è questa: ogni proposta che viene formulata trova un’opposizione e nessuno si assume la responsabilità di scegliere. Poiché il ministro dell’Ambiente non può tollerare l’idea che dal 1 gennaio 2013 i rifiuti di Roma vadano per strada perché nessuno si è assunto la responsabilità di scegliere, sceglieremo noi. E le scelte purtroppo piacciono a qualcuno e non piacciono a qualcun altro”. Clini dichiara di trovare “scandaloso che in questi anni le amministrazioni e i cittadini di Roma, invece di pretendere il trattamento dei rifiuti abbiano consentito che quelli non trattati andassero in discarica, avendone come vantaggio una tariffa bassa”. E ricorda l’esperienza di Napoli dove “a un certo punto hanno preso i rifiuti e li hanno mandati in Olanda, che è una soluzione straordinaria emergenziale che nasce dal fatto che in Italia questa situazione non si poteva risolvere. A Roma vorrei che ci fosse il senso di responsabilità dei cittadini e degli amministratori, di decidere che, come avviene a Milano, Venezia, Torino, Bologna e Perugia, i cittadini sono capaci di gestirsi il ciclo dei rifiuti in maniera da renderlo autosufficiente”.

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