25 settembre 2017

C’era una volta la Biblioteca Ettore Marchiafava…

Niente è più bello e più profumato di un libro, capace di racchiudere e trasmettere emozioni, spesso diverse ogni volta che sfogliamo le stesse pagine…

Il sapere, le alchimie della mente, la capacità di tradurre e dar voce a idee e pensieri è il dono che abbiamo il potere di lasciare al nostro passaggio. Al valore del libro si è sempre ispirata la Scuola Marchiafava di Maccarese, una straordinaria eccellenza in un mondo sempre più dimenticato e maltrattato come quello della formazione… Libri scelti e raccolti negli anni, libri donati da chi ne comprende e ne difende il valore, libri meravigliosi spesso scritti dagli stessi ragazzi della scuola e vincitori di importanti premi. La battaglia delle insegnanti per la biblioteca della scuola era stata portata a casa con successo dopo tanto tempo, grazie anche al prezioso aiuto dei genitori che ne avevano curato spazi e arredi….

Tutti i ragazzi prendevano in prestito e leggevano a turno gli oltre tremila volumi in essa raccolti… volumi custoditi, suggeriti e consegnati dai ragazzi più grandi che impiegavano così l’ora dedicata alle attività alternative. Era stata intitolata ad un’insegnante della scuola deceduta col marito in un incidente stradale. I loro parenti avevano chiesto altri libri anziché fiori ai funerali. In breve tempo, la sua ricchezza aveva resa necessaria un’altra stanza, intitolata questa a Bianca Ciobanu la bimba volata in cielo nel tragico incidente alle Vignole costato la vita a sei persone non tanto tempo fa…I libri e questi ricordi preziosi e incancellabili ne facevano l’orgoglio di insegnanti e ragazzi…  Dopo tanti anni e la soddisfazione immensa per aver realizzato un progetto tale, dove si trovano secondo voi questi preziosi scrigni di fantasia, realtà, cultura, idee ed emozioni? 

In tante scatole di cartone impilate in poche aree disponibili dell’edificio. Vi chiederete…. perché?  Perché dopo anni di tetti a rischio crollo, di cortili impraticabili, di palestre fuori norma, di mense sotto accusa, di invasioni di roditori e vespe susseguitisi nel tempo nella quasi totale indifferenza istituzionale, si è pensato di realizzare una scala antincendio proprio in quella biblioteca sacrificandola allo scopo. Gli spazi sono stati svuotati, i lavori per la realizzazione ne hanno ridotto la superficie e reso difficoltoso l’accesso… Ma sarebbe ancora possibile recuperare almeno parte di quanto perduto e riportare quei libri al loro posto… Sarebbe possibile perché i genitori si sono offerti ancora una volta di realizzare (in maniera gratuita e certificata)  i lavori necessari per ridare alla biblioteca l’antico lustro.

Quale ostacolo si frappone allora tra i calcinacci e la rifioritura del sapere? 

Ovviamente la macchina amministrativo/politica, il suo ormai vergognoso “pianger miseria” su piccole meravigliose e fondamentali cose e far tintinnare le monete per altre meno nobili ed importanti.. I soliti “forse”, “vedremo”, “le faremo sapere”… E poi il nulla, nulla espresso anche di fronte alla proposta di un impegno cittadino che possa sostituirsi alla loro “indigenza”. 

Cosa c’è per le istituzioni locali di più importante della cultura e della formazione dei nostri ragazzi? Di coloro che saranno il nostro futuro e la nostra guida domani? 

Ci si riempie la bocca di slogan e si dimentica spesso la sostanza. 

La cultura va protetta e coltivata, sostenuta e difesa partendo da segnali come questo. I ragazzi, le insegnanti ed i genitori della Scuola Ettore Marchiafava non mollano, porteranno avanti nobili e civili proteste ed iniziative dedicate, aspettando con ansia che il loro fiore all’occhiello possa riaprire le porte e che quei libri che fanno la muffa in cantina possano tornare a profumare e fiorire  sui loro scaffali e negli zainetti dei bambini. Le istituzioni presenzialiste eventi circoscritti ad intimi e periferici salotti e latitanti alla fonte, facciano   sentire ora forte e chiara la volontà di tutelare ciò che rappresentano… Se ciascuno di quei libri negli scatoloni avesse potere di voto starebbe di certo in riscaldate teche di cristallo. 

Dagli slogan ai fatti la strada è tortuosa ma è arrivato il momento di imboccarla senza indugi. 

Paola Meloni 

Pubblicità

Newsletter

Archivio Articoli