21 settembre 2017

Calicchio-Cortesini, secondo atto

Tanto più che i numeri, per quanto Cortesini li giri e li rigiri, nel tentativo di gettare un po’ di fumo negli occhi, confermano quanto evidenziato dal Partito democratico, per altro pubblicato sul sito del Comune.
Quanto ci costa il direttore generale? Centotrentamila euro l’anno: 60 finiscono nelle sue tasche, 60 all’erario pubblico in tasse e previdenza. Tutti pagati dai contribuenti. Un buono stipendio, non c’è che dire. Qualche straordinario? E chi, per questa cifra, si rifiuterebbe. Figurarsi uno che ricopre un incarico, prorogato sì, ma non più previsto dalla legge. E poi, il dott. Cortesini affaticato non l’ho mai visto. Evidentemente il rapporto costi-benefici pende decisamente verso questi ultimi.
La scelta di tagliare il suo emolumento: cosa che accomuna l’opposizione e gran parte della maggioranza. Quella stessa maggioranza che prima della pace di fine mandato per lunghi mesi chiese la sua testa. Insomma un’esigenza bipartisan e politica, sentita. Come a dire: e ora che gli diciamo ai cittadini? Non abbiamo soldi per servizi e opere e poi spendiamo tanto per un mega-dirigente non più previsto dalla legge? E come facciamo a dire ai dipendenti assunti a tempo determinato che la politica in certi casi non può nulla, quando sappiamo di mentire? Non possiamo. Inutile nascondersi dietro sacrosante disposizioni di legge.
La querela: se qualcuno pensa di intimidire il Pd ha sbagliato modo. Per quanto mi riguarda, non solo non ho nulla da temere ma nemmeno da nascondere, anche in divisa da vigile del fuoco tanto cara ai miei avversari politici. Al contrario, non vedo l’ora di essere chiamato da un giudice per esporgli i tanti dubbi documentati degli ultimi anni. Quando vuole, sono pronto. Vorrà dire che finalmente la magistratura getterà un occhio su Fiumicino. Sempre però che chi ha intenzione di querelarmi lo faccia con ragione.
Altro punto: quando la mano destra non sa cosa fa quella sinistra. Prima il sindaco e le sue lamentele nei confronti di congiunture economiche mondiali che hanno fiaccato le casse comunali, nel tentativo di mascherare i propri fallimenti. Poi il direttore generale che invece ci dice il contrario: le casse comunali godono di ottima salute. Chi dice la verità? Certo che un dato è emblematico: la spesa corrente, secondo i dati di bilancio, è molto alta rispetto ai servizi erogati. Ma secondo il dott. Cortesini non abbiamo raggiunto il tetto massimo per la spesa del personale. Forse sta avvisando la città che si sta pensando a un nuovo concorso pubblico? Del resto il prossimo anno saremo in campagna elettorale e si sa che la cosa più preziosa è il lavoro per il corpo elettorale.
Una domanda è lecita: ma visto che abbiamo tutti questi soldi, come mai non si sono realizzate tutte quelle opere pubbliche promesse e mai realizzate? Il Ponte Due Giugno, la stazione di Fiumicino, il lungomare di Fregene, Ponte Ceci, solo per citarne alcune. Senza contare che è sotto gli occhi di tutti che Fiumicino è una città sporca, spenta e avvilita in cui il dott. Cortesini non vive ma per la quale autorizza, su mandato della giunta comunale, un contratto a tempo indeterminato per un congiunto della maggioranza che la sostiene. Senza percepire un solo euro, anzi come dice lo stesso Cortesini con una classe innata: gratis et amor Dei”.

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