26 settembre 2017

Camera di Commercio, a Cremonesi il 1° round

Che incassa il risultato, non fa passi indietro e, anzi, rilancia: «Io non mi dimetto perché lo statuto non lo prevede», sottinteso «se volete andare avanti fatelo pure e poi si vedrà». La cordata dei piccoli, capeggiata dal Direttore della Cna Lorenzo Tagliavanti, che vuole sfiduciare il numero uno di via de’ Burrò, ha incassato 21 voti favorevoli su 31 consiglieri presenti, per approvare il documento programmatico nel quale in sostanza si chiede un’azione più incisiva della Camera di Commercio per le imprese. Ma sul capitolo «sfiducia» si è accesa la vera discussione che ha portato però in sostanza Cremonesi a ribadire che “lui da lì non si muove”, nonostante questi 21 voti abbiano di fatto sancito la «sfiducia politica» al presidente. Eloquenti le sue parole: «La logica del togliti tu che mi ci metto io non è discontinuità, ma una vergogna». Cremonesi, tuttavia, è riuscito anche a sorridere della situazione, forse pensando che i numeri a lui contrari non sono poi così tanti. Perché è un fatto che ai 20 consiglieri che hanno firmato quel famoso documento in cui si chiedeva al presidente della Camera di fare un passo indietro, se ne è aggiunto soltanto uno, ieri, quello di Cesare Pambianchi.
Sufficiente per parlare di sicura maggioranza, una volta che ad essere votato fosse il cambio dello statuto come da intenzioni di chi vuole onorare il patto della staffetta? I voti traballano così come i consiglieri disposti a togliere il mandato a Cremonesi anche se già qualcuno di loro, Andrea Mondello in primis, ma anche Aurelio Regina e Maurizio Tarquini, hanno dichiarato apertamente la volontà di dimettersi qualora si decidesse per quella strada. Ma i giochi sono tutt’altro che fatti e tra i consiglieri che appoggiano Tagliavanti, ieri, l’umore non era poi così alto. «Pensavamo sinceramente di avere 22, 23 voti – si lascia scappare al termine dell’incontro uno dei “piccoli” – ma non li abbiamo ottenuti e a questo punto non ci resta che andare allo scontro diretto e votare il cambio dello statuto». Che non avverrà prima di un paio di settimane e nel frattempo, è certo, la «cordata» dei piccoli cercherà non solo di ottenere più consensi dai consiglieri ma di non far scappare via quelli che ad oggi hanno detto «sì» al cambio di leadership. Quello di ieri è stato tuttavia solo il primo round. «Se resto il presidente? Assolutamente sì», il commento laconico di Cremonesi a fine serata. (Il tempo.it)

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