19 settembre 2017

Canapini: dagli autovelox 2 milioni al Comune

Sono migliaia le contravvenzioni che ogni giorno, da meno di un anno a questa parte, sono sparate dai rilevatori elettronici disseminati nel comune costiero: uno su via Mario De Bernardi (aeroporto), due a via Coccia di Morto (Focene), quattro su via dell’Aeroporto (Isola Sacra) e due su via Aurelia (Torre in Pietra). Per dare un’idea della quantità di ”vittime” basta sottolineare che l’amministrazione locale prevede che gli incassi derivanti da quelle fotomulte siano non meno di due milioni di euro l’anno.
Gli automobilisti ”pizzicati” con il piede pesante sull’acceleratore non ci stanno. L’anno scorso a fare stragi di contravvenzioni – e di punti sulle patenti è stato il sensore di via De Bernardi: posto all’inizio della rampa d’accesso all’aeroporto, arrivò a emettere mille multe al giorno. Troppe pure per il direttore del ”Leonardo da Vinci” e per il Prefetto di Roma che, sollecitati dall’enormità dei ricorsi, sono riusciti a ottenere una ”riflessione” da parte del Comune di Fiumicino. Così da metà novembre l’impianto è spento.
Lo stesso obiettivo vorrebbero raggiungerlo le migliaia di automobilisti che da qualche settimana stanno ricevendo le notifiche per le foto scattate in velocità sull’Aurelia, all’altezza dell’incrocio semaforico di Torre in Pietra. Attivato dalla metà di maggio dello scorso anno il doppio sensore, posto rispettivamente sulla corsia verso Roma e nel senso opposto, sconta l’accusa di scarsa segnaletica. I cartelli dei limiti di velocità, fissati a 50 km l’ora, non si vedono ed il popolo dei multati sta inondando di ricorsi il Giudice di Pace.
«Non è vero che la segnaletica è carente – ribatte il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini – C’è l’avviso di ingresso nel centro abitato di Torre in Pietra che vale da sé il divieto di superare i 50 km l’ora. In quanto al limite che sarebbe troppo basso, ci siamo attenuti al codice della strada. Tutti gli impianti, incluso quello di Torre in Pietra, sono in perfetta regola».
Canapini controbatte anche a chi accusa il suo comune di fare cassa sulle spalle degli automobilisti. «Ai due milioni di euro derivanti annualmente dai nostri autovelox spiega bisogna detrarre il 40 per cento dell’importo per spese di gestione, di manutenzione e di riscossione. Tutto il processo è interno al comune che si svolge sotto la supervisione della nostra polizia municipale. Quei fondi, poi, sono destinati per legge a migliorare la sicurezza stradale. E basta un dato per evidenziare il risultato raggiunto: nei punti in cui operano gli autovelox i sinistri si sono ridotti del 70 per cento e non ci sono stati più mortali».
Le proteste degli automobilisti, però, un risultato l’hanno ottenuto. «Oltre a quello sospeso in via De Bernardi – segnala l’assessore alla polizia municipale, Giancarlo Petrarca – non intendiamo attivare quello istallato già tre mesi fa nel tratto finale di via dell’Aeroporto. Questo perché siamo riusciti nel nostro intento di abbattere il numero di incidenti».(Il Messaggero, di Giulio Mancini)
 

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