23 settembre 2017

Casini e Barbarossa chiudono il Free Genius

A conferma della formula azzeccata di quest’anno per il Free-Genius che ha visto una fortissima partecipazione di spettatori alle serate concerto, più di 10 mila persone in totale con un gran plauso alla organizzazione e alle componenti dello staff che si sono prodigate per l’intero mese al fine di venire incontro alle varie esigenze degli intervenuti. Barbarossa ha dapprima ripercorso i suoi inizi artistici con la vittoria a Castrocaro nel 1980 e le successive partecipazioni al festival di Sanremo, eseguendo accompagnato dalla sua chitarra acustica “Roma Spogliata”, composta ai tempi della scuola, e “Via Margotta”, che prima di essere il titolo di un suo successo del 1986 è la via degli artisti a Roma dove egli è nato. Poi tra i vari aneddoti dell’epoca ha raccontato dell’importanza per la sua carriera di Shell Shapiro, suo scopritore, e di Gianni Ravera, ex cantante e poi organizzatore di importantissime manifestazioni musicali e di come sia stato testimone degli inizi difficili di quello che sarebbe diventato uno dei numeri uno della musica pop non solo italiani: Eros Ramazzotti. Prima di passare agli inediti, ha poi ricordato l’importanza, per un uomo che ha scelto questo mestiere, di "mantenere la semplicità del dilettante". Pur osservando che negli ultimi 5 anni ha attraversato un periodo difficile come interprete, ha poi sottolineato il piacere di aver lavorato in questo periodo per gli altri in particolare componendo canzoni per Gianni Morandi, Paola Turci e, soprattutto,  per Luciano Pavarotti. Quindi spazio alla divertente ed ironica Aspettavamo il 2000, per poi lasciarsi andare ad un commento sull’attuale difficile situazione economica del nostro paese e sulle preoccupazioni che il futuro ci offre.  Ancora ironia, e all’uscita del disco anche qualche polemica con i politici dell’epoca (Psi) presi di mira, con Yuppies per poi constatare amaramente che pur avendo anticipato Di Pietro e "Mani Pulite" di qualche anno con il senno del poi c’è solo da rimpiangere la prima repubblica rispetto alla pochezza dei personaggi politici attuali. E, rompendo gli argini, Luca si lascia andare ad uno sfogo per un paese, l’Italia, "che torni a puntare sulla qualità in tutti i settori della propria vita, che si affidi alla meritocrazia, in televisione come in ogni altro campo e che possa soprattutto ritrovare la sua anima". Quindi a chiusura della breve ma apprezzatissima performance di un cantante che non ha perso l’occasione per far sentir e la sua voce fuori dal coro, l’esecuzione della sua “Via delle storie infinite”, canzone d’amore melodica e ben pensata alla quale è facile pronosticare un buon successo di vendite. (Lorenzo D’Angelantonio).

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