22 ottobre 2017

Caso mensa, botta e risposta

“Ci preme, tuttavia, sottolineare che la Procura ha aperto un fascicolo per truffa nei confronti della società Vivenda, finita nel mirino degli ispettori di Inps e Inail per il mancato pagamento dei contributi ai dipendenti per una cifra che si aggira attorno ai 4 milioni di euro – fa notare il gruppo Pd di Fiumicino – Il PD domattina (oggi n.d.r.) protocollerà un’interrogazione urgente per chiedere al sindaco Canapini di fare maggiore chiarezza sulla questione e riferire in aula. Dopodichè, si dovrà esaminare con attenzione la documentazione presentata dalla Vivenda e, nel caso vengano riscontrate irregolarità, si richiede l’annullamento dell’appalto”. La risposta da parte dell’amministrazione comunale non si è fatta attendere. “Il Pd invece di scomodare continuamente la Procura della Repubblica con i soliti finti “scoop” e protocollare inutili interrogazioni, farebbe meglio a informarsi sulle procedure di gara, evitando il consueto “al lupo al lupo”. Da un partito che, seppur ridotto ai minimi termini, si candida a governare questo comune si pretenderebbe un minimo di serietà e correttezza di informazione, e non pressapochismo e quell’allarmismo che risulta poi ogni volta infondato – riporta la nota del Comune – L’iter fin qui seguito dall’amministrazione comunale è limpido e trasparente, in linea con le disposizioni imposte dalla legge che evidentemente l’opposizione ignora. Le procedure a evidenza pubblica si distinguono in varie fasi. La prima è di valutazione dell’offerta nella quale ogni ente pubblico, e quindi anche il Comune di Fiumicino, è chiamato a esaminare la documentazione amministrativa che le aziende presentano attraverso autocertificazione, che non è un nostro vezzo ma una disposizione di legge. La posizione contributiva fornita dalla società Vivenda all’amministrazione comunale di Fiumicino risulta regolare. Il secondo step è la scelta della migliore offerta e l’aggiudicazione del servizio che avviene con regolare determina. La firma del contratto e conseguente inizio dell’appalto, sempre secondo la legge, è subordinata alla verifica preventiva del possesso dei requisiti di legge. E così è stato fatto. Gli uffici competenti hanno inoltrato regolare richiesta del Durc, del quale siamo in attesa, all’Inps che certifica la regolarità contributiva dell’azienda. Quindi anche qui nessun vezzo dell’amministrazione ma iter imposto dalla legge. Se la posizione contributiva dell’azienda, così come paventato dal Pd e da alcuni organi di stampa, non dovesse risultare in linea, non si farebbe altro che seguire l’iter legislativo previsto ed escludere la ditta in questione, affidando il servizio delle mense scolastiche al secondo classificato. Anche in questo caso il Pd non ha perso tempo per aprire bocca e dare fiato alle trombe. Peccato che ogni volta siano note stonate. Un po’ di studio in più della materia e una buona dose di strumentalizzazione in meno e forse il Partito democratico riuscirebbe nell’impresa di azzeccarne una. Fino a oggi, zero spaccato”. Oltre al Comune ha replicato anche la stessa società Vivenda chiamata in causa. “La Vivenda è una società che esercita attività di ristorazione collettiva, sanitaria e scolastica con un fatturato di circa 120 milioni di euro e un organico di 2.900 dipendenti – si legge nella nota – A seguito di un’ispezione INPS, INAIL e DTL fondata soltanto su 67 interviste di dipendenti, era stato determinato un presunto utilizzo improprio della indennità di trasferta che viene riconosciuta al personale impiegato fuori sede. L’ispezione avrebbe determinato una presunta pretesa contributiva pari a circa euro 1,8 milioni per l’intero quinquennio 2007-201, a fronte di un costo del personale per lo stesso periodo pari ad euro 227 milioni di cui 100 milioni di euro solo per contributi e tasse versate. Precisato ancora che la presunta pretesa contributiva di circa 1.8 milioni di euro è pari a circa 0,8 % dei costi del personale sostenuto nel quinquennio, Vivenda fa sapere che il 24 gennaio presso il Tribunale Ordinario di Roma, ha proposto ricorso per l’accertamento dell’insussistenza della pretesa contributiva contenuta nei verbali ispettivi, ritenendo illegittima l’estensione delle risultanze di 67 interviste alla totalità dei lavoratori dipendenti. Per di più la Direzione Territoriale del Lavoro di Roma ha formalmente comunicato a tutti gli Enti pubblici, tra cui la Regione Lazio e le ASL regionali, che non vi è alcuna responsabilità solidale da parte degli stessi per eventuali inadempienze della Società. In attesa che la magistratura faccia al più presto chiarezza Vivenda ritiene quanto pubblicato una grave distorsione della realtà che coinvolge la responsabilità dell’articolista e dell’editore, essendo sufficiente la lettura del documento DURC per constatare che la società  è in regola con il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali”.

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