14 novembre 2018

Cavalcaferrovia di nuovo invaso dai rifiuti. Salera: “Ora basta, non puliamo più”

Punto e a capo. A pochi giorni dalla pulizia di via della Muratella e dei fossi sotto il cavalcaferrovia la situazione è tornata praticamente la stessa di una settimana fa. Sacchetti gettati ovunque dagli incivili, un esercito di persone (che non pagano la Tari, che non hanno ritirato i mastelli o che non vogliono fare la differenziata) il cui obiettivo è quello di disfarsi del sacchetto quotidiano dei rifiuti.
“Non puliremo più niente, né fossi, né strade – dichiara l’ad della Maccarese spa Silvio Salera – è una vergogna, siamo stanchi di subire l’ignavia di queste persone che continuano a comportarsi in questo modo e a sporcare il nostro territorio. Serve un’azione di prevenzione e di controllo, così non cambia nulla! Tutti parlano di ambiente ma poi chi ci pensa realmente alla sua tutela?”.
Era l’8 aprile del 2013 quando l’allora sindaco Mario Canapini inaugurò il servizio “porta a porta” tra Fregene e Maccarese. A distanza di più di 5 anni rimane alto, troppo alto, il numero delle famiglie non iscritte alla Tari. Solo a Fregene si stima siano poco meno di un migliaio i titolari delle seconde case che non risultano. A questi vanno sommati quelli che non hanno ancora ritirato i mastelli, 400-500 famiglie, più tutti quelli che, pur iscritti e con i mastelli, non ci pensano proprio a fare la differenziata. E questo solo a Fregene, un gettito mancato imponente, un’ingiustizia per tutti coloro che pagano la tassa visto che essendo a tariffa il costo del servizio si ripartisce tra il totale degli iscritti. Una beffa, considerato che il costo del ritiro straordinario degli abbandoni viene pagato a parte dall’amministrazione comunale, cioè dai cittadini, visto che non è compreso nel capitolato del contratto. E infine l’umiliazione generale: strade, campi, fossi, parchi giochi, lungomare, angoli nascosti, ricoperti dai rifiuti come se fosse normale abbandonare sacchetti ovunque.
Inizia il secondo mandato del sindaco Esterino Montino il cui slogan in campagna elettorale è stato “Completiamo l’opera”. Ecco, la piaga putrescente dei rifiuti dovrebbe essere proprio una delle priorità di questo programma se si vuole provare davvero ad arrestare questa deriva vergognosa e indegna per un paese che voglia ritenersi civile.

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