23 settembre 2017

Chiodi e Antonelli, “oleodotto, ora tenere alta vigilanza”

Chiodi e Antonelli, “oleodotto, ora tenere alta vigilanza”

“Bene l’iniziativa del presidente del consiglio di convocare una seduta ‘unificata’ con tutti i Comuni che si affacciano lungo la condotta Eni”. Lo hanno affermato in una nota congiunta i consiglieri comunali Erica Antonelli (Pd) e Massimiliano Chiodi (Lista Civica Montino). “Quanto accaduto a Fiumicino ci riguarda tutti – sottilineano – ed è giusto avviare un percorso unico per assicurare la messa in sicurezza dell’oleodotto ed evitare che nuove effrazioni possano danneggiare l’ambiente e mettere a rischio la salute dei cittadini. Con la votazione dell’ordine del giorno – aggiungono – andremo a costituire una Commissione straordinaria formata dai rappresentanti dei Comuni di Civitavecchia, Santa Marinella, Cerveteri, Ladispoli, Fiumicino e Roma, con il compito di monitorare e vigilare su come Eni farà fronte alla messa in sicurezza dell’impianto. Inoltre il 10 febbraio si terrà la Conferenza dei Servizi che dovrà valutare il piano di caratterizzazione propedeutico alle operazioni di bonifica. Ci aspettiamo un piano più completo ed esaustivo di quello presentato”. “Come ho già dichiarato in aula –afferma Chiodi – dato l’alto numero di effrazioni, ben 15 dal 31 gennaio 2012 ad oggi, quell’oleodotto doveva già da tempo essere oggetto di una sistematica attività di protezione, più incisiva e puntuale, e avremmo sicuramente potuto evitare un disastro ambientale di questa portata riuscendo a preservare un ambiente che, nel nostro territorio, è già vessato da altri fattori. Come Presidente della Commissione Ambiente ho apprezzato molto la presenza in aula dei rappresentanti di altre Amministrazioni che, convocate dal Presidente del Consiglio comunale, hanno fortemente condiviso un ordine del giorno che guarda oltre i confini amministrativi e che richiama tutti ad un’attenta valutazione delle questioni ambientali, le stesse che le associazioni e i comitati del territorio hanno sempre e inequivocabilmente portato avanti”. “La questione è certamente legata alla sicurezza, ai controlli e alla vigilanza degli impianti potenzialmente nocivi e pericolosi – prosegue la consigliera Antonelli – ma lasciatemi fare una digressione più generalizzata: sono anche le scelte di politica energetica a fare la differenza, ad indirizzare investimenti, produzioni  e consumi. E se ancora oggi, in un paese come l’Italia, paese di sole e di vento, si parla di costruire nuovi oleodotti, di ricercare petrolio o coltivare idrocarburi siamo di fronte ad un paradosso difficile da comprendere”.

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