18 novembre 2018

Cinema x Noi, “In un mondo migliore” il 27 aprile

Nuovo appuntamento con Cinema x Noi e la rassegna cinematografica “Buena Vista Cine Club” organizzata dall’associazione L’Albero di Maccarese. Venerdì 27 aprile alle ore 21.00 nella Sala Convegni della Casa della Partecipazione, in via del Buttero 3 a Maccarese ci sarà la proiezione del film “In un mondo migliore” di Susan Bier.
Ingresso libero.


SCHEDA FILM

Regia di Susanne Bier. con Mikael Persbrandt, Trine Dyrholm, Ulrich Thomsen, Markus Rygaard, William Jøhnk Nielsen. Cast completo Titolo originale: Hævnen. Genere DrammaticoDanimarca, Svezia, 2010,

Christian non ride e non perdona mai. Rimasto orfano si trasferisce in Danimarca con il padre, nella nuova scuola incontra Elias, timido, pestato dai bulli d’ordinanza, genitori perfetti sul lavoro e meno nella coppia. I due scolaretti cominceranno insieme un cammino verso il male sotto gli occhi impotenti dei pur coscienziosi genitori.
Candidato danese per la corsa agli Oscar 2011, In un mondo migliore è l’ultimo film di Susanne Bier, una delle registe scandinave più famose. Come in Dopo Il Matrimonio, la Bier imposta un racconto spola tra famiglia e diverse realtà: povertà e ricchezza.
In un mondo migliore quindi è un viaggio a colpi di montaggio alternato tra l’Africa dei medici da campo e la Danimarca opulenta dei borghesi. Allieva di Lars Von Trier, la regista ha qualche lascito del dogma: le zoomate improvvise nei momenti cruciali, ma più che forma porta in dote quel contenuto raggelante e intenso, bollino di qualità dei film danesi.
“C’è del marcio in Danimarca” e ovunque. Non esiste primo o terzo mondo: con una regia di minimalismo deciso l’autrice danese evita i sociologismi e suggerisce, con tensione costante e perfetta, che la violenza nasce in qualsiasi luogo e condizione sociale, non c’è contesto o spiegazione socioculturale che tenga. La civiltà e il progresso sociale sono bei vestiti da indossare ma si rovinano quando c’è lutto, morte, sofferenza: tre bestie divoratrici dell’evoluzione simbolo del Nord Europa. I genitori, vessilli della buona educazione, sono la parte più debole e soccombono all’ira dei figli che non riescono pure sforzandosi a guidare, perché l’istinto ha una marcia in più, come le interpretazioni degli adulti di questo film: Mikael Persbrandt, Trine Dyrholm e Ulrich Thomsen, entrambi già visti nel capolavoro Festen.


REGIA: Susan Bier (Copenhagen –  15 aprile 1960)

Studentessa di storia dell’arte alla Hebrew University di Gerusalemme e specializzanda in architettura all’Architectural Association di Londra, la danese Susanne Bier dedica allo studio la maggior parte del suo periodo giovanile. Si diploma alla Danisch School of Film di Copenhagen nel 1987 ed è proprio in questo periodo che coltiva con passione l’amore per la settima arte.
Esordisce dietro la macchina da presa con Songlines, una raccolta di videoclip per la band tedesca Alphaville, noto gruppo musicale del genere synth pop/rock famoso soprattutto negli anni Ottanta. I primi lungometraggi della regista sono inediti in Italia ma nel paese d’origine hanno avuto un discreto successo: la dolce commedia Freud Living Home (1991) definisce già quali sono le tematiche care sulle quali tornerà più volte successivamente, ovvero la psicologia dei personaggi, la cura per l’introspezione e l’intimità delle persone. Passato un po’ inosservato è invece il documentario Brev til Jonas (1992), seguito dal più interessante Affari di famiglia (1994) dove racconta il viaggio di un giovane orfano che decide di ritrovare i veri genitori, scomparsi non si sa dove in Portogallo. Nel 1995 dirige Pensione Oskar, una commedia nera tratta dagli scritti di Jonas Gardell, un’artista dichiaratamente omosessuale che si è spesso occupato del tema della diversità nei suoi spettacoli teatrali.
Con Non desiderare la donna d’altri (2004), film che segna un cambiamento nel suo percorso artistico visto che è il primo ad essere venduto in tutto il mondo, la Bier porta sullo schermo la storia di due fratelli, uno scapestrato e l’altro militare in carriera, che dovranno fare i conti con nuove responsabilità, quando uno dei due scomparirà in un incidente. Nel 2006 il suo Dopo il matrimonio viene nominato all’Oscar come miglior film straniero, una conferma che le facilita la strada verso Hollywood. Mantenendosi salda ai valori iniziali di evitare effetti speciali o virtuosismi da grandi produzioni, la regista chiama Halle Berry e Benicio Del Toro per raccontare il sentimento che può nascere tra due “sconosciuti”, una ricca borghese con una splendida casa e un solido matrimonio alle spalle e un tossicodipendente, dopo l’uccisione del marito. Con Noi due sconosciuti (2008) la Bier entra di fatto in quella schiera di registi europei che sono riusciti a trovare un varco per sfruttare gli ottimi attori americani, pur raccontando piccole storie personali, tragiche e commoventi. Una di queste è quella narrata in In un mondo migliore (2010), film premio Oscar 2011 (Miglior film straniero) dove due giovani, entrambi soli, stringono un’amicizia che si trasformerà presto in una pericolosa alleanza e in un inseguimento mozzafiato in cui sarà in gioco la loro stessa vita. Nel 2012 gira tra l’Italia e la Danimarca la commedia romantica Love is All You Need; e torna a toni più drammatici nel 2014 con Second Chance.

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