19 ottobre 2017

Coltivare marijuana e rovinarsi la vita

Tre minori di Fiumicino andavano a turno ad innaffiare le piante in via dell’Olivetello a Maccarese, accanto all’Oasi del WWF. Altri ragazzi di Fregene sono stati fermati, anche loro con “l’innaffiatoio in mano”, per comportamenti analoghi nella macchia mediterranea al Villaggio dei Pescatori. Tutto questo per la riapertura della scuola, evidentemente la libera coltivazione e successivamente la vendita “dell’erba”, viene vista dai ragazzi come una opportunità di accrescere il proprio prestigio personale, insieme alla possibilità di guadagnare denaro facile. Ma quanti conoscono bene i rischi di avventurarsi lungo una strada del genere? Abbiamo chiesto al Capitano Gaetano Stramentinoli, Comandante della Compagnia della Guardia della Finanza di Fiumicino, di chiarire il quadro legislativo in materia. Dai dati del Ministero dell’Interno risulta che, nel 2009, il 60% dei sequestri di droga fatti in Italia è stato eseguito dalle Fiamme Gialle. E poi il Comandante, attento alle dinamiche del territorio, ha iniziato di sua iniziativa una collaborazione con le Scuole Superiori, una campagna di prevenzione e informazione rivolta ai giovani sul rischi di assunzione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Come è andata questa esperienza?

Bene, grazie alla preside Barbafiera del Paolo Baffi, abbiamo incontrato i ragazzi. Un medico spiegava i danni alla salute provocati dall’assunzione, noi chiarivamo con delle slide le norme e soprattutto i luoghi comuni sbagliati diffusi tra i giovani.

Ce li descriva.

Innanzitutto c’è una prima sanzione da parte della scuola, al Baffi scattava una sospensione di tre mesi per chi usava stupefacenti, quindi bocciatura sicura. Ma poi c’è la legge il D.P.R. n. 309 del 1990 che è molto severa.

Cosa prevede per chi fuma anche solo uno spinello?

Tutte le droghe sono uguali di fronte alla legge, la cannabis è equiparata a cocaina ed eroina. E l’articolo 75 è chiarissimo: “chiunque per farne uso personale acquista o comunque detiene sostanze stupefacenti è sottoposto a sanzioni amministrative”.

Quali?

Le sanzioni vengono comminate dal Prefetto e comportano la sospensione o il divieto di conseguire la patente di guida, passaporto, porto d’armi e, se cittadino straniero, permesso di soggiorno.

Nel caso di un minore?

In questo caso il Prefetto, per una volta, può anche invitare il soggetto a non farne più uso. Nel caso la persona segnalata si sottoponga ad un programma terapeutico la sanzione può essere sospesa.

E per i ragazzi che spacciano o coltivano piante di marijuana?

Dal semplice illecito amministrativo si passa a quello penale, regolato dall’articolo 73 della precedente legge.

Cosa prevede?

Colpisce chi a diverso titolo coltiva, produce, fabbrica, distribuisce o vende sostanze stupefacenti, con la reclusione da 1 a 6 anni per “fatti di lieve entità”, mentre negli altri casi la pena varia dai 6 ai 20 anni di carcere.

Una vita rovinata…

Quanto meno compromessa e in partenza. E c’è di più, l’articolo 74 introduce delle aggravanti nel caso in cui ci sia il concorso di più persone.

Come in quello della coltivazione di piante di marijuana e poi di spaccio?

Esattamente, quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti tra quelli previsti chi “promuove, costituisce, dirige, organizza o finanzia l’associazione è punito con la reclusione non inferiore a venti anni”. Mentre chi

partecipa all’associazione ha una pena “non inferiore a dieci anni”.

Secondo lei i ragazzi le sanno queste cose?

Purtroppo, come recita un celebre motto, l’ignoranza della legge non giustifica nulla, né può attenuare le conseguenze di un reato.

Se altre scuole la invitassero a parlare ai ragazzi, sarebbe disponibile?

Volentieri. Fin dal principio mi sono ripromesso di aprire la nostra Compagnia al territorio, di dialogare con i cittadini e le associazioni. E cosa c’è di meglio di incontrare i giovani e metterli in guardia sulle conseguenze di certi comportamenti?

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