21 settembre 2017

Concessioni a rischio per 23 stabilimenti

La tromba d’aria che rischia di far saltare il banco ha iniziato a mulinare proprio sotto costa, dagli uffici comunali da cui sono partiti i primi due “avvii di procedimento di decadenza del titolo di concessionario ex articolo 47 del codice della navigazione”. Atto che precede la revoca della concessione, recapitato alcuni giorni fa a due stabilimenti di Fregene: “il Sogno del Mare e il Riviera – come spiega Marco Fantauzzi consigliere comunale e titolare di un altro bagno del centro balneare La Vela – e analoghi provvedimenti sono attesi ad altri 21 concessionari”. Molto conosciuti sul litorale tra i quali: La Vela, la Baia, l’Albos, l’Ondina, La Nave, il Rio, il Cigno, il Coqui, il Tirreno, il Capri, La Rambla, Laguna Blu, la Lucciola, Marina Piccola, la Capannina, Puntarossa, l’Ancora, l’Eco del Mare, Stella Marina, la Lampara, il Vittoria.
Una tempesta che ha messo in fibrillazione tutto il settore e che nasce da un ricorso fatto nel 2010 al Tribunale di Civitavecchia dai 23 gestori, aderenti a Balnearia Litorale Romano, contro le nuove disposizioni per la determinazione dei canoni introdotte dalla circolare n. 22 del 2009 dal Ministero dei Trasporti. Circolare che, equiparando le pertinenze demaniali – cucine, bagni, magazzini – a quelle commerciali, andava ad aumentare il canone, fino quasi a raddoppiarlo. Ma mentre al tribunale si svolgevano le prime udienze, negli uffici comunali, che devono riscuotere i canoni per l’Agenzia del Demanio, i ricorsi non hanno sospeso il procedimento. E così per i mancati versamenti all’erario è stato avviato l’iter di decadenza della concessione.
“Mi è stato comunicato di avere 10 giorni di tempo per pagare quasi 100 mila euro di arretrati”, spiega Fabio Zardetto del Sogno del Mare. Anche se a questo punto partiranno i ricorsi al Tar, ora potrebbe esserci un effetto a catena, perché oltre al ricorso congiunto di Balnearia ci sono altri concessionari che si sono opposti ai nuovi criteri di pagamento dei canoni.
“Siamo in piena emergenza – dichiara Fantauzzi – mediamente ciascuno di noi dovrebbe pagare 80 mila euro solo di arretrati. Vista la presenza di un giudizio in tribunale, prima bisognerebbe aspettarne l’esito. Simili forzature, in un momento come questo, possono mettere al tappeto l’intera categoria”.
Anche il consiglio comunale si è occupato della vicenda, approvando mercoledì scorso un ordine del giorno che impegna il sindaco a “attivarsi per sospendere l’avvio di eventuali procedure di decadenza delle concessioni demaniali, in attesa del pronunciamento del tribunale di Civitavecchia, aprendo contemporaneamente un tavolo di confronto con l’agenzia del demanio per definire i reali criteri di calcolo dei canoni”.
“La nostra amministrazione non lascerà sola la categoria, un volano economico e occupazionale importante per il territorio”, ha detto Mauro Gonnelli, presidente del consiglio comunale.

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