22 ottobre 2017

Cornacchie, a rischio meloni e cocomeri

arrivano a stormi di 70, 80 esemplari e si gettano sui campi. Basta un buco nella scorza e dopo due giorni il frutto è marcio, un danno enorme>>. Pochi i rimedi possibili, visto che i terreni in buona parte ricadono nella Riserva del Parco del Litorale Romano e le cornacchie non possono essere toccate, anche se gli agricoltori prenderebbero volentieri in mano il fucile. <<Li farei venire nei campi gli ambientalisti a vedere quello che succede – riprende Tiozzo – solo la nostra cooperativa ha perso migliaia di quintali di prodotto, tra cocomeri e meloni. Ma creano problemi anche durante la semina del mais o quando piantiamo il radicchio, noi mettiamo le piantine e loro dietro che lo beccano>>. Il “corvus corone cornics”, questo il nome scientifico, è ben conosciuto all’area Ambiente del Comune. <<Il livello di guardia era già stato raggiunto tempo fa – commenta l’assessore Pasquale Proietti – ogni anno dobbiamo rifondere agli agricoltori i danni provocati da questi animali nella Riserva e le fotografie delle devastazioni sono impressionanti. Ma se ora il numero di questi uccelli è ancora cresciuto bisogna trovare nuovi rimedi. Adotteremo, come in altre località italiane, dei sistemi di allontanamento compatibili con le zone protette>>. Intanto i contadini si sono organizzati in questi giorni di raccolta con le “ronde anticornacchia”, ci sono delle persone che girano per i campi pagate solo per mettere in fuga i grossi volatili. <<Sono animali molto furbi – spiega un agricoltore di Maccarese – basta una distrazione e il raccolto è andato. Ormai sono in troppi, distruggono anche le uova degli altri uccelli, fagiani compresi>>. Onnivori, si nutrono di tutto e, cocomeri a parte, non fanno sconti a nessuno. <<Qualche giorno fa avevo una scrofa che stava per partorire – racconta Paolo Fulignati, veterinario di Fregene con casa nella campagna di Aranova – sono dovuto uscire. Al ritorno ho trovato morti i cinque i maialini appena nati. Le cornacchie gli avevano beccato occhi e cervello. Sono diventate un problema per tutto il territorio, non hanno più antagonisti, adesso la loro presenza deve essere limitata>>.

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