20 settembre 2017

Delitto Lorenzon, i dettagli dell’arresto dell’amico: 50 mila euro il movente

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“Ucciso da un amico di vecchia data con sette colpi alla nuca per un debito di 50mila euro”. È quanto hanno chiarito i carabinieri del nucleo investigativo di Ostia in merito alla morte di Fabio Lorenzon, 34enne trovato senza vita il 2 ottobre 2009 sul sedile posteriore della sua auto in un canale di irrigazione a Maccarese, con il cranio fracassato. L’attenzione degli investigatori si é da subito focalizzata sull’amico S.Z., agricoltore 39enne di Maccarese, ultima persona a incontrarlo il 24 settembre poco dopo le 11. L’arrestato è caduto più volte in contraddizioni nei suoi racconti riguardo quell’incontro. A incastrarlo, inoltre, il ritrovamento nel dicembre scorso dell’arma del delitto, un tubo metallico d’uso idraulico, abbandonato in un campo agricolo coltivato dall’arrestato. Ad aiutare gli investigatori nel ritrovamento dell’arma, con sopra tracce ematiche della vittima, il fiuto infallibile di uno spinone. S.Z., che non ha ancora confessato e da subito ha negato la sua responsabilitá nella morte dell’amico, aveva ingannato sua moglie e i parenti della vittima facendo credere di dover ricevere lui 45mila euro da Lorenzon. Per sostenere la sua tesi aveva mostrato una scrittura privata che la vittima, ingenuamente, aveva firmato per far evitare all’amico litigi con la moglie. L’omicidio, secondo gli investigatori, é avvenuto il 24 settembre 2009, giorno della scomparsa, intorno alle 11.30 in un terreno alle spalle dell’abitazione dell’arrestato. Per i carabinieri, dopo averlo ucciso, S.Z. ha caricato il cadavere sul sedile posteriore dell’auto e l’ha trasportato per quattro chilometri fino a un canale d’irrigazione molto profondo. La scoperta del cadavere è avvenuto in modo casuale otto giorni dopo quando il Consorzio, in vista delle piogge autunnali, ha abbassato il livello dell’acqua nei canali. L’arresto è avvenuto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Civitavecchia, Giovanni Giorgianni, su richiesta del Pm Margherita Pinto, sulla scorta dei gravi indizi di colpevolezza emersi nel corso delle complesse e articolate indagini concluse dai carabinieri. L’uomo dovrà rispondere dell’accusa di omicidio premeditato.

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