22 settembre 2017

Difendiamo gli alberi

Per cui l’interes­samento degli amministratori va continuamente rivolto alla pineta per gestirla nel migliore dei modi. Spesso l’uomo fa più male che bene a causa di errate potature per incompetenza: per diventare un bravo potatore è necessario frequentare un breve Corso di soli 10 giorni presso Istituti Agrari per apprendere le nozioni principali. Il comune di Fiumicino non ha disponibilità per organizzare l’insegnamento, perciò aderisco alle sollecitazioni dell’Ordine dei Dot­tori in Agraria per insegnare le nozioni principali della potatura gratuitamente, rilasciando un Certificato di idoneità, contattandomi al mio cell. 333.32.83.834. II Pino, “Pinus Pinea”, e il Leccio, “Quercus Ilex”, sono le piante principali della pineta  sono sempre verdi e quindi vivono anche d’inverno, per cui hanno sempre bisogno di avere foglie per produr­re le sostanze per nutrire il tronco, i rami e1’apparato radicale. Il Pino è una pianta d’alto fusto, è maestosa e monumentale con la chioma ad ombrello. Ci troviamo di fronte a piante adulte che vengono potate spesso sotto la chioma, come se ci fosse bisogno di farle ancora crescere. Èsbagliato perché il pino ha raggiunto la sua altezza naturale, quindi la potatura si deve limitate a tagliare solo ed esclusivamente i rami secchi, in quanto la chioma è già insufficiente per la sua età avanzata e quindi non va ridotta. Sottolineo che ogni altro taglio è superfluo e dannoso e notiamo troppo spesso il Pino ridotto ad un pennacchio, anziché avere la chioma naturale ad ombrello. Va tenuto presente che il pino è l’unica, pianta che non rigermoglia sul taglio e quindi il taglio è irreparabile. Il Leccio è anch’esso d’alto fusto e si integra alla perfezione con il pino, creando un ambiente lussureggiante dai colori mescolati della scala del verde. Purtroppo è spesso potato con forte ridu­zione della chioma: ho visto lecci rimasti con i rami mozzati e senza foglie per cui le pianta non può produrre linfa, nutritiva da distribuire al tronco, ai rami e alle radici e quindi è destinata alla morte l’anno successivo per assenza di nutrimento. Una potatura a regola d’arte si ha quando viene rispettata la sua forma, naturale lasciando la pianta ricca di foglie e quindi mai defogliata in quanto essendo una pianta sempre verde vive anche d’inverno.  All’estero per i danni descritti si va in galera. Auguri alberi, non fatevi massacrare.

di Clito Morichetti – Prof. in Agraria e fondatore della Nuova Pineta Sacchetti

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