25 settembre 2017

Discarica, l’attacco di Verdi e Legambiente

“È un’emergenza strumentale quella chiesta e ottenuta dalla Giunta Polverini al Presidente del Consiglio Berlusconi. – afferma il Presidente nazionale e Capogruppo in Regione Lazio dei Verdi, Angelo Bonelli – Oggi c’è la prova di ciò. Alcuni terreni destinati dalla Regione alla discarica di Quadro Alto, a Riano, sono di proprietà di Colari, ossia del monopolista dei rifiuti Cerroni. E non è tutto. La cosa gravissima è che, per la prima volta in Italia, si usa un commissariamento per concedere delle vere e proprie deroghe alla Via e alla Vas, che sono normative derivate dalle Direttive europee, visto che sui tre siti ci sono dei vincoli ambientali, paesaggistici e archeologici di grande rilevanza. Si tratta di una cosa di una gravità inaudita poiché con questa architettura si va in deroga ai vincoli ambientali, azzerandoli, quando in realtà per la realizzazione delle discariche questi vincoli dovrebbero essere rafforzati”. “Senza confrontarsi con nessuno, la Regione sceglie di scavare nuove buche senza un piano rifiuti, il commissario prepara bandi per Riano e Corcolle e chissà cosa per Fiumicino, ma notte e giorno continuano lavori a Monte dell’Ortaccio a Malagrotta. Cosa sta succedendo nel Lazio sui rifiuti, la Regione pensa di governare in qualche modo la situazione? – il richiamo di Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, lanciato durante la manifestazione dei comitati di fronte al Consiglio Regionale sui rifiuti. – A che gioco giochiamo? Si scelgono luoghi ma nel frattempo i lavori proseguono in quelli che sono stati esclusi e si scoprono anche inquietanti compravendite di proprietà come a Riano. È scandaloso, bisogna discutere e approvare il piano rifiuti prima di procedere con la scelta di nuovi siti, per capire quantitativi in gioco, modalità e tempi degli interventi. Nel Lazio si producono oltre 3,3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, con una produzione pro-capite media di 587 chili per abitante, tra le cinque più alte a livello nazionale, è un’enormità, e va a finire per l’80% almeno in discarica. Non si possono lasciare i comitati abbandonati a questo destino senza nemmeno parlarci, il tavolo che si vuole costituire deve vedere presente anche la società civile. E soprattutto deve parlare delle politiche su riduzione, riuso e raccolta differenziata porta a porta piuttosto che di nuove discariche”.

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