20 novembre 2018

Erosione, punto e a capo, verso giornata della protesta

A Fregene Sud il mare si è ripreso tutta la spiaggia. I 20mila metri cubi di sabbia prelevati a fine maggio dalle ruspe sul litorale Nord sono stati inghiottiti dalle onde tornate a lambire gli stabilimenti balneari. «Alla prima mareggiata ricrollerà tutto – dichiara Franco Maone titolare de La Perla, uno degli stabilimenti più colpiti dall’avanzata del mare – si sapeva che senza protezione la sabbia sarebbe durata poco, ancora aspettiamo il nullaosta per il geotubo dalla Regione Lazio».
È proprio il geotubo il grande assente della stagione, il cilindro, una diga in tessuto lungo 600 metri e largo 3 riempito di sabbia da posizionare sulla riva e interrato alla profondità di 2 metri e mezzo, non si vede. La valutazione di impatto ambientale non arriva nonostante sia passato ormai un anno dai primi annunci.
Ieri sulla spiaggia c’è stato il sopralluogo dell’assessore comunale ai Lavori pubblici Angelo Caroccia che con un gruppo di balneari ha fatto il punto della situazione: «Siamo tutti preoccupati – ha detto Caroccia – l’estate sta finendo e senza interventi sarà un autunno da incubo per i gestori. La Regione si era impegnata anche a far partire per il 15 giugno i lavori per risolvere un’altra criticità dell’erosione, il rifacimento della foce ormai distrutta del Canale delle Acque Alte di Focene, ad oggi è ancora tutto fermo».
Ma l’allarme erosione nel centro balneare è diventato generale, Pro Loco e residenti hanno lanciato la petizione «Salviamo la spiaggia di Fregene» che ha già raccolto più di 4mila firme: «Il fenomeno ha fatto la sua comparsa una decina di anni fa, è incredibile che non ci sia ancora una soluzione», commenta Giovanni Bandiera, presidente della Pro Loco. Così balneari, associazioni e residenti stanno pensando a una giornata di protesta eclatante con trattori e pattini lungo le strade. «La Regione aveva stanziato fondi per un progetto strutturale di difesa della costa – dice Italo Bova de La Rivetta – non è mai stato elaborato dai suoi uffici. È questa la cosa che fa più rabbia, i soldi ci sono ma non la volontà di risolvere l’emergenza. Per questo intendiamo organizzare a settembre una giornata di protesta generale».
Anche il governo è stato investito della questione, il ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti nel rispondere all’interrogazione presentata da Fabio Rampelli ha chiarito come «il mare a Fregene Sud sia avanzato di 80 metri e non risultano al momento soluzioni definitive programmate dalla Regione di difesa della costa».

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