23 settembre 2017

Eternit abbandonato in riva al mare

Di quello più pericoloso, deteriorato, frammentato e sfibrato, pericolosissimo per la salute dei passanti. Lo smaltimento sarà a carico della comunità, doppia beffa quindi per tutti, un attentato alla salute pubblica e una spesa non indifferente per bonificare la zona. Evviva!

Pubblichiamo l’ultimo articolo uscito ad aprile su Qui Fregene del Dott. Giovanni Bandiera che mette in guardia dal pericolo rappresentato dall’abbandono e dalla presenza di eternit:

A proposito di Eternit

Sono attentati alla salute gli abbandoni delle lastre di cemento amianto vicino alle abitazioni

di Giovanni Bandiera

Alcune primavere fa una piccola baracca situata al Villaggio dei Pescatori, sul ciglio dell’Arrone, in seguito ad un temporale, sprofondò sulla riva del fiumiciattolo immergendosi parzialmente. Fin qui nulla di male, in fondo era vecchia e probabilmente abbandonata da decenni, ma il problema serio, serissimo, era che il malridotto tetto della capanna – di Eternit crepato in più punti – veniva per più della sua metà a contatto con l’acqua: la corrente del fiume portava le scorie mortali fin verso il mare, a meno di cento metri, e da qui, poco oltre, a nord, la micidiale sostanza si sarebbe depositata sulla spiagge di Maccarese. Quante persone, quanti bambini ignari saranno entrati a contatto con l’Eternit durante le giornate estive? E quanti moriranno fra venti, trent’anni di mesotelioma pleurico?

Con il mio articolo “Un Killer spietato” comparso sul precedente numero di Qui Fregene ho voluto dare informazioni, le più comprensibili e corrette possibili, sulla gravità del “fenomeno Eternit”. Molti infatti saranno al corrente dei fatti giudiziari degli ultimi mesi in cui finalmente lo Stato è intervenuto per punire i responsabili di decine di migliaia di morti in Italia. Ma al tempo stesso è comune per ognuno di noi pensare – anche per allontanare scaramanticamente la paura – che il problema è di altri e che non ci riguarda. Purtroppo non è così.

Una giovane mamma di Fregene, sensibilizzata dall’articolo, ha denunciato ai Carabinieri la presenza di alcune lastre di Eternit abbandonate da tempo vicino al giardino della sua casa, vicino a dove i suoi bambini e i loro amichetti hanno sempre giocato: chi è stato quel pazzo criminale che ha attentato alla salute di ignari suoi consimili? Quale giustificazione potrebbe dare al suo ignobile gesto se non la scusante dell’ignoranza, di non essere al corrente del grave pericolo?

Non è possibile immaginare altrimenti: nessuno può e deve, senza motivo, attentare alla vita e alla salute degli altri.

E, invece, è di pochi giorni fa la notizia dell’ennesimo rinvenimento all’interno di un vecchio stabile abbandonato lungo la spiaggia di Fiumicino, in via del Pesce Luna, di un maxi deposito di circa 340 metri cubi di Eternit in evidente stato di degrado, oltre ad altri rifiuti speciali pericolosi (vernici, batterie, pneumatici, etc.). Ci si chiede allora: se qualcuno si è disfatto di un pericolo per sé e per i propri cari, perché ha deciso di destinare la morte ad altri?

Nel mio mestiere di chirurgo ho visto nel passato diversi casi di asbestosi polmonare e, in particolare, di mesotelioma pleurico e, garantisco, mi hanno lasciato un profondo e incancellabile segno per la assoluta incurabilità del male. L’Eternit o cemento-amianto, se intatto non fa male, la sua pericolosità si manifesta col passare del tempo allorquando, degradandosi e deteriorandosi, libera nell’aria le proprie polveri, le microscopiche micidiali fibre di amianto. Anche saltuarie e bassissime esposizioni (cioè respirare vicino) possono indurre il tumore pleurico. Ma ciò avverrà dopo almeno venti o trenta anni e nessuno potrà dir nulla!

Mai come in questi ultimissimi anni l’umanità si è resa conto dei gravi attentati all’ambiente e alla salute che il nostro sistema di vita sta provocando. E la consapevolezza è diventata anche partecipazione attiva per ricostruire tutti uniti un presente più a misura d’uomo, più accettabile, ed un futuro migliore.

Per quanto attiene l’Eternit poco invece si è fatto e si fa, forse per carenza di informazione. E invece i cittadini devono essere coinvolti in prima linea anche contro questa piaga, un vero e proprio subdolo disastro ambientale che spesso, purtroppo, non viene perseguito. Chi attenta alla salute, alla vita stessa dell’uomo deve essere considerato un criminale e deve pagare in termini, oltre che civili, anche e soprattutto penali.

Cosa fare allora? Semplicemente comportandosi civilmente: chiunque venisse a imbattersi in materiale che sospetta trattarsi di Eternit in condizioni degradate può inviare una segnalazione al Sindaco, il quale in quanto massima autorità sanitaria sul territorio, provvederà a gestire la segnalazione richiedendo o meno il supporto tecnico della ASL o dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente, l’ARPA.

Purtroppo, però, non sempre le istituzioni interpellate riescono a dare corso tempestivo alle segnalazioni, con provvedimenti immediati ed appropriati, vuoi per la storica lentezza della macchina burocratica, vuoi per la cronica carenza di mezzi e strutture ad hoc.

Sta pertanto ad una fattiva partecipazione civile vigilare e collaborare con le Istituzioni (Comune, Regione, Forze di Polizia) al fine di salvaguardare oltre che noi stessi anche le future generazioni.

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