20 settembre 2017

Falsi immobiliari, sei arresti

Una truffa immobiliare ‘”alla Totò” quella scoperta dai carabinieri di Roma, che hanno individuato uno specializzato sodalizio criminale e arrestato sei persone di nazionalità italiana. I militari hanno ricostruito l’organigramma dell’organizzazione e i ruoli dei complici che vivono tra Bologna, Fregene (dove sono state perquisite tre abitazioni), Napoli, Nepi e Francoforte. Più che una banda di truffatori, sembrava una compagnia teatrale. Perché ognuno aveva un ruolo nella recita che andava in scena all’interno degli appartamenti da vendere in fretta.  La gang infatti falsificava i documenti dei veri proprietari delle case, tutte in zona Parioli e Montesacro. I personaggi si presentavano come i “padroni di casa” oppure come ”l’avvocato” e perfino come “l’acquirente concorrente”. Addirittura si è saputo che spesso il finto intestatario della casa si presentava davanti agli acquirenti al momento della stipula del contratto con il volto nascosto da una sciarpa, fingendo di tossire e di essere senza voce perchè ammalato. Al suo posto contrattava (ovviamente) il finto avvocato. La trappola era tesa in modo abbastanza verosimile, anche perché – attraverso l’esigenza di far presto per ottenere un immediato realizzo – gli appartamenti (tra cui vari monolocali) venivano proposti in vendita alla metà del valore reale. Un affare.  I prezzi erano in media di 170 mila euro per ogni casa, che in realtà era in affitto ai truffatori. Il tutto all’insaputa dei veri proprietari.  Le manette sono scattate ai polsi di sei componenti della banda dei finti venditori di case, mentre due donne risultano tra le persone indagate dai carabinieri. Gli aspiranti acquirenti truffati invece sembra siano almeno 15. Al momento della finta stipula, gli autori della truffa intascavano almeno l’anticipo (meglio, la caparra) poi sparivano nel nulla.  Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al falso documentale, aggravata, continuata e in concorso. Agli arresti sono seguite decine di perquisizioni tra il Lazio, la Campania e l’Emilia Romagna.

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