26 settembre 2017

Fiumicino, scoperta maxi truffa

È una maxifrode fiscale da 12 milioni di euro quella scoperta dalle Fiamme gialle della Compagnia di Fiumicino, comandate dal capitano Alessio Mauro, al termine di indagini che hanno portato all’arresto di una persona, a 16 denunce e al sequestro “per equivalente” di beni mobili, conti correnti e immobili a San Felice al Circeo, Sonnino e Roma, per un valore complessivo di oltre 16 milioni. Il sodalizio, composto anche da membri di una stessa famiglia, aveva orchestrato un articolato sistema di frode costituendo sei società che acquistavano all’ingrosso, da paesi dell’Unione europea e dalla Repubblica di San Marino, partite di prodotti hi-tech per svariati milioni di euro e le mettevano sul mercato a prezzi estremamente competitivi, grazie alla mancata presentazione delle dichiarazioni annuali dei redditi, dell’Iva e dell’Irap e all’omesso versamento delle imposte. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Roma Stefano Fava, hanno fatto piena luce sulle attività dell’organizzazione, capeggiata da un uomo, C.P., dichiarato fallito con sentenza del Tribunale di Roma nel 2002, che si era avvalso di alcuni parenti per preporli, quali “teste di legno”, alla guida delle società coinvolte. Dagli accertamenti dei finanzieri di Fiumicino, resi difficili dalla mancanza di tutta la documentazione amministrativo-contabile fatta sparire per impedire la ricostruzione del giro d’affari, e’ emerso, oltre all’occultamento al fisco di ricavi per circa 64 milioni di euro, che i proventi degli affari venivano reinvestiti nell’acquisto di immobili che venivano ritrasferiti di volta in volta a società di comodo e, infine, fatti confluire in una società pulita, di cui la moglie del dominus era la socia maggioritaria. Anche in questo caso, veniva utilizzato un espediente ingegnoso, al fine di evadere l’Iva sui trasferimenti degli immobili: bastava dichiarare, negli atti di compravendita, che l’oggetto sociale era l’acquisto e che gli stessi immobili sarebbero stati venduti entro tre anni dalla data di acquisto. Il capo del sodalizio criminale e altri otto denunciati a piede libero dovranno rispondere dei reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa presentazione della dichiarazione annuale, occultamento e distruzione delle scritture contabili e dichiarazione infedele, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

 

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