22 settembre 2017

Fregene come bancomat?

… sul fronte dell’edilizia abitativa, scarse sul fronte dell’edilizia sociale e di viabilità sostenibile. Potremmo parlare oggi dell’ennesimo complesso residenziale “muro del pianto ambientale” che sta sorgendo su Viale della Pineta, nato quando “il villaggio fantasma di immobildream” al cantiere, nella stessa area cioè, è ancora quasi interamente disabitato e nessuna attività commerciale è stata avviata, o potremmo prefigurarci già oggi ulteriori devastazioni che potrebbero portare alla distruzione di altre preziose zone di macchia mediterranea sul lungomare di Fregene e al massacro dei terreni agricoli di Maccarese per l’ampliamento dell’aeroporto DaVinci. Potremmo parlarne sì, come al “solito” in questi anni, di queste cose ma come opporsi realmente a tutto ciò? Bisognerebbe investire tempo e risorse. Il cittadino singolo si trova sempre più nella spiacevole situazione di paradosso, quasi Kafkiano, di dover pagare le tasse e non veder quasi niente di buono sul territorio in cui vive o viene in vacanza, cioè intendo di eco-sostenibile, e dovrebbe oltretutto occupare il poco tempo libero dalle proprie attività o quand’è in vacanza, mettendosi ad interloquire e contrastare continuamente le politiche ambientali locali “miopi” e sollecitare ininterrottamente le istituzioni quasi “sorde” in questi anni a seguire protocolli di protezione ambientale idonei e di sviluppo di infrastrutture stradali sostenibili per biciclette e pedoni. Adesso vanno per la maggiore le rotonde c’è l’inflazione ma il senso di quella fatta su via della trigolana in aperta campagna credo sia sfuggito ai più. È vero che là in campagna c’è una casa ma qui a Fregene ci sono migliaia di cittadini che attendono da anni opere collettive di viabilità sostenibile. In questi anni dobbiamo ammettere che, se da un lato i residenti e le persone, hanno cominciato a prendere consapevolezza del progressivo ed eccessivo stravolgimento ed annullamento delle risorse ambientali e paesaggistiche di Fregene e Maccarese a livello macro, le amministrazioni d’altro canto hanno seguito input e indirizzi generali di gestione del territorio “scriteriate” in alcuni casi che hanno favorito scempi edilizi su aree ad alto valore paesaggistico e di bio-diversità. Abbiamo assistito al “solito” paradosso. Fregene usata come un bancomat. Fregene versa al comune di Fiumicino fior di tasse e ici, su seconde case (a breve l’IMU su prime case) e non vede miglioramenti ma anzi peggioramenti continui a livello di aggressione al territorio e peggioramento di infrastrutture. I marciapiedi nuovi, che hanno pochi anni, già cadono a pezzi in alcuni casi ,in altri casi su via Agropoli, solo per fare un esempio, la carreggiata si è ristretta a tal punto, davanti ai nuovi complessi residenziali, che non si riesce a passare con la macchina senza rischiare di uscire dalla carreggiata, non diciamo poi se si trova a passare lì una bicicletta… Cosa ci ha guadagnato il cittadino in benessere e qualità della vita in questi 10 anni sul fronte strade, ciclabili, marciapiedi e viabilità in genere a Fregene? E non tiriamo in ballo la “solita” tiritera dei Federici, i margini per intervenire in danno ci sarebbero stati o per eseguire migliorie, specie per le strade “colabrodo”, raffazzonate ogni tanto con qualche palata di asfalto invece di essere riasfaltate ex novo. Speriamo il prossimo anno di non vedere la “solita” sceneggiata cioè il passaggio di mezzi che asfaltano la solita strada che conduce ai seggi, il giorno delle elezioni, sarebbe un affronto all’intelligenza dei cittadini. Che dire poi del famoso progetto del “concorso Europeo” sul lungomare di Fregene? indetto e promosso direttamente dal sindaco Canapini il quale tra l’altro ha sostenuto poco tempo fa, a mezzo stampa, che il lungomare di Fregene è la sua priorità. Beh se lo era non si è visto e il mandato sta finendo. Tra l’altro i soldi per le piste ciclabili e i milioni già stanziati per il lungomare sono stati devoluti altrove, in regione pare, ” a che titolo non si sa” , per progetti di quale genere, non si sa. In ogni caso non sarebbero già dovuti tornare qui a Fregene questi soldi? Invece non si sa più nulla, “desaparecidos”… Se il sindaco ci facesse sapere come pensa di rispettare l’impegno sul lungomare e sulle piste ciclabili a Fregene sarebbe molto gradita la cosa.
Piste ciclabili, marciapiedi strade asfaltate, banchine nuove a Fiumicino città sì, a Fregene no.  Fregene cos’è una parente povera, ricca solo per pagare le tasse e basta? Speriamo che il Sindaco non ci dica come al “solito” che quei cattivoni degli ambientalisti bloccano i progetti delle ciclabili e sono contro una pista ciclabile sul lungomare o che sono contro un tratto di pista ciclabile che unisce Fregene alla pista già esistente di Maccarese o che sono contro un bel tratto di marciapiede nuovo, quello che manca da fare, su viale Castellammare e che conduca fino alle porte dell’oasi WWF, speriamo non dica questo perchè oggi non ci crederebbe più nessuno se mai qualcuno ci ha creduto in passato. I cittadini si sono evoluti e non crederebbero più a queste scuse banali per giustificare l’inerzia della Giunta su queste tematiche verso Fregene. L’unica pista ciclabile, di cui tra l’altro si auspicava la messa in sicurezza, nata simbolicamente nel 2007 per riconoscere la validità di un’idea di mobilità sostenibile sul lungomare di Fregene, idea sostenuta dall’ adesione di 1300 cittadini firmatari della petizione del 2006, è stata cancellata da qualche giorno, semplicemente annullata, dalla nuova viabilità disegnata sul lungomare. Ora sarebbe interessante capire chi disegna la viabilità a Fregene e se la giunta e il Sindaco ne sono al corrente, infatti non è raro trovare qualcuno che si fa la viabilità da solo. C’è chi mette segnali, in modo autonomo, di rallentamento su via Portovenere, ad esempio, chi cancella “escluso residenti” sui cartelli di divieto di transito al mercato, chi disegna nuovo stop su via Portovenere all’incrocio con via Marotta in netta controtendenza rispetto agli altri della stessa via Marotta e in disconferma dell’abitudine, acquisita da anni, alla precedenza nel passaggio delle auto in quel punto e si potrebbero segnalare molti altri atti bizzarri, non ultimo chiarire cosa si sta facendo sul cavalcavia della stazione di Maccarese nella banchina centrale La viabilità a Fregene/Maccarese è un enigma in molti sensi ma allora forse il Comune non direbbe niente se ognuno disegnasse autonomamente una pista ciclabile da solo sulla sua via ? Insomma il sindaco Canapini ci ha preso gusto alle rotonde ma ci faccia uscire da questi vortici che ci fanno girare la testa e, per cortesia, concludendo la nuova rotonda su viale della pineta, non dimentichi di allungare dritta dritta una bella pista ciclabile da Fregene a quella di Maccarese! (Silvana Lovera comitato petizione piste ciclabili 2006)

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