24 settembre 2017

FuoriPISTA, aeroporto e diritti negati

Sull’aeroporto di Fiumicino Sabelli avrebbe affermato: “L’altro problema è il nodo con Adr che ci ha detto che gli investimenti sono congelati per questioni regolatorie. Fiumicino può essere l’hub per il settore sud e sono in difficoltà nel dire che non riusciamo a mettere mano all’aeroporto”.
Sabelli è perfettamente consapevole che ADR è obbligata ad effettuare investimenti sull’aeroporto di Fiumicino in forza della concessione ottenuta dalla Stato per la gestione dei servizi aeroportuali. Tali affermazioni denotano esclusivamente il tentativo di ADR, concessionaria di servizi pubblici, di ricattare lo Stato, cioè tutti noi. Il meccanismo è semplice:
    1) ottengo in concessione dallo Stato la gestione dell’aeroporto (o di autostrade, o dei porti, …) in cambio di investimenti;
    2) faccio cassa con gli imponenti flussi finanziari (già oggi ADR incassa, di sole tasse aeroportuali, circa 360 milioni di euro l’anno – 10 € da ogni passeggero);
    3) nel momento in cui l’oggetto di concessione dimostra tutte le carenze prodotte da anni di cattiva gestione causata dalla mancanza degli investimenti promessi, propongo (o meglio “impongo”) alla Stato un mega speculazione finalizzata solo ad aumentare i miei profitti.

Ricordiamo che ADR (cioè Benetton) propone il raddoppio dell’aeroporto sui terreni della Maccarese (cioè Benetton). Ma ciò che sconcerta sono le dichiarazioni della Presidente dalla Regione Lazio, la quale per mandato dovrebbe tutelare l’interesse pubblico ed invece avrebbe ricordato come sia “evidente” che lo sviluppo della compagnia aerea e dell’economia laziale “non può andare oltre se tutti insieme, a cominciare dal governo, non ci impegniamo nel raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino. Lo vogliamo mantenere come hub centrale”.
Tutti quanti noi vogliamo mantenere, con il beneplacito della Lega Nord, il “Leonardo da Vinci” come  hub centrale. Tutti quanti noi siamo consapevoli dell’importanza del sistema aeroportuale per l’economia laziale e nazionale. Tutti quanti noi vogliamo un aeroporto che funzioni, che produca ricchezza, che non inquini e che rispetti la comunità e l’ambiente circostante. Proprio per tutte queste ragioni siamo consapevoli che ADR non è un interlocutore credibile. I fatti dimostrano che i piani di ADR non vanno in questa direzione. ADR non si qualifica come un buon gestore aeroportuale (ne è misura il numero di sanzioni emesse da ADR alle compagnie aeree per l’emissione di rumori che eccedono i valori stabiliti dalla normativa ). ADR non ha a cuore gli interessi del sistema Paese.
Al “Leonardo da Vinci” non servono altre piste, ma solo una migliore gestione: “Più efficiente non più grande”. Il piano di raddoppio è solo ed esclusivamente una grande speculazione prima fondiaria e poi edilizia.  La domanda ora è: perchè la Polverini, invece di entrare nel merito delle difficoltà dell’aeroporto di Fiumicino, si allinea agli slogan lanciati negli ultimi mesi da ADR/Gemina? Perchè esce sulla stampa con una posizione tanto netta da sembrare una sentenza? Come mai, nonostante le nostre innumerevoli richieste di incontro e confronto fin da quando candidata alla presidenza della Regione Lazio, non ha mai voluto risponderci ne tantomeno incontrarci?
Oggi apprendiamo dalla stampa che la Presidente della Regione Lazio è pronta ad impegnarsi nel “raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino”, non nel miglior funzionamento dell’aeroporto ma proprio ed esplicitamente nel raddoppio!
Sempre oggi, per la legge del contrappasso, l’avvocato generale Pedro Cruz Villalon della Corte di Giustizia UE ha stabilito che gli Stati membri UE possono adottare misure volte a sanzionare, nelle aree urbane situate in prossimità degli aeroporti, il superamento dei livelli massimi delle emissioni acustiche misurate al suolo precisando che la tutela dei diritti fondamentali – in particolare, del diritto fondamentale alla vita privata, familiare e al domicilio, e del diritto alla tutela dell’ambiente – giustificano l’adozione di tali misure.
Diritti fondamentali che a Fiumicino pare non esistano, così come non ci è riconosciuto il diritto ad un dialogo con le Istituzioni che ci amministrano prima che queste ultime sputino le loro sentenze sul nostro territorio incuranti di ogni valutazione tecnica, organizzativa, logistica, economica, finanziaria, sociale, ambientale, sanitaria, etc. etc. Molto più semplice esprime l’ennesima manifestazione di assenso al potente di turno. (Comitato FuoriPISTA, Più efficiente non più grande”)

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