25 settembre 2017

Fuoripista scrive al Sole 24 Ore

“Egregio Direttore Roberto Napolitano,
chi Le scrive è il Comitato FuoriPISTA, formato da cittadini che vivono nel Comune di Fiumicino e che si oppongono al Progetto di Raddoppio dell’aeroporto Leonardo da Vinci. All’aeroporto riconosciamo una particolare importanza per l’economia non solo turistica di Roma e dell’Italia;  con i suoi circa 39 milioni di passeggeri, è infatti la principale via d’aria italiana. Consapevoli di ciò, teniamo a dichiarare da subito che non siamo contrari per partito preso allo sviluppo, ma neppure siamo insensibili al territorio, alla salute dei suoi cittadini, alle sue vocazioni e potenzialità, alle risorse che esso offre e potrà offrire anche alle future generazioni.
In più occasioni abbiamo avuto modo di leggere articoli sul Piano Nazionale Aeroporti e sull’Aeroporto di Fiumicino e abbiamo potuto approfondire gli aspetti economici connessi.
Naturalmente la nostra attenzione si è concentrata soprattutto sul piano di Raddoppio di Fiumicino e sul Contratto di  programma che il Governo ci auguriamo non approvi. Normalmente dalle notizie diffuse dai media non emergono con sufficiente chiarezza almeno due aspetti:
– il primo riguarda l’impatto devastante che il Raddoppio avrebbe sul territorio, sull’economia e sulla salute dei cittadini.
– il secondo si riferisce al fatto che tra le informazioni e i dati riportati nei documenti ufficiali prodotti dai diversi enti (Enac, AdR, MIT,  ecc.) nonché dallo studio Nomisma Kpmg e One Works, da noi attentamente analizzati, risultano forti discrepanze e incongruenze che in più occasioni abbiamo fatto presente ai Sig. Ministri competenti per materia.

Ci permettiamo di ricordarLe che il Progetto complessivo di sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino, proiettato al 2044 – come si  deduce dal Contratto di programma  ENAC-AdR 2012-2021 – avrà come conseguenza:
– La perdita di 1200 ettari di pregiato Agro Romano, che andrebbero a far parte dal nuovo sedime aeroportuale, e ricadono interamente all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, istituita dallo stesso Ministero dell’Ambiente con Decreto del 29 marzo 1996; porzioni di questo territorio sono classificate dall’art. 7 come “aree di tipo 1” (totalmente inedificabili); Il territorio in questione, inoltre, è sottoposto ai vincoli regionali del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR) e a quelli provinciali del Piano Territoriale Generale Provinciale (PTGP), nonché alle norme di salvaguardia del Piano Regolatore Generale del Comune di Fiumicino (PRG);
–  verrebbero a cessare aziende agricole di piccole e medie dimensioni produttrici di eccellenze ortofrutticole in un territorio vocato all’agricoltura.
– circa trecento famiglie si vedrebbero espropriate le proprie abitazioni. Segnaliamo inoltre che la stessa Commissione Parlamentare di Inchiesta – istituita con legge 5 maggio 1961, n. 325 – esprimeva “seri e motivati dubbi sulla scelta dei terreni” su cui è stato realizzato l’aeroporto. Stessa natura hanno i terreni interessati al Raddoppio, che oltre ad essere sotto il livello del mare, nel recente passato, cioè prima della bonifica idraulica, erano ricoperti da un lago. Aspetti che sono motivo dei vari disagi tecnici che periodicamente interessano la terza pista, realizzata negli anni Settanta e che corre parallela a quelle previste nel Progetto Fiumicino Nord.

Non ci soffermiamo sulle incongruenze contenute nello studio Nomisma Kpmg e One Works per sintetizzare invece i punti critici da noi rilevati in merito alle ragioni portate da AdR per giustificare la necessità del Raddoppio, e ripetute anche dal Ministero e da Enac:

1.  I dati presentati da AdR sono notevolmente amplificati e ricavati da stime relative alla crescita del PIL (a cui come è noto viene legato l’aumento del traffico aereo) non corrispondente alle valutazioni degli Istituti europei e mondiali. È opinione nostra, e di esperti del settore aeroportuale, che la risposta ad un eventuale incremento dei passeggeri può essere soddisfatta senza il raddoppio. 
Nel dettaglio: 
–       Nell’anno 2020 AdR prevede 50 milioni di passeggeri; mentre nel 2040 ne prevede 100 milioni. L’ENAC dallo studio di cui sopra messo a disposizione del Governo, rileva che nel 2030 il sistema aeroportuale del Lazio (Fiumicino-Ciampino-Viterbo) dovrà soddisfare una domanda di passeggeri variabile tra i 76-83 milioni; lo stesso dato viene confermato dal Piano Nazionale degli Aeroporti. Questi studi sono stati effettuati prima che si palesasse la dimensione dell’attuale crisi economica. A conferma di ciò, nell’ultimo bilancio 2011 e nella semestrale dell’anno in corso, AdR denuncia una ulteriore contrazione dei voli e dei passeggeri.
–       Inoltre, il calcolo sulle future necessità viene effettuato non sul totale delle ore volabili bensì prendendo come riferimento la giornata di massimo picco. Dal Piano industriale – Consorzio Leonardo del 5 giugno 2000, che è il documento che per il suo contenuto tecnico-finanziario ha permesso al Consorzio stesso di risultare vincitore all’atto della privatizzazione di AdR – risulta che già solo con le strutture allora esistenti, utilizzando anche le fasce orarie “off-peak”, si sarebbe potuto soddisfare un aumento del 20% dei voli. Le attuali capacità dell’aeroporto sono già oggi in grado di soddisfare una movimentazione giornaliera/annuale molto maggiore come è dimostrato sia dal traffico estivo, che dal recente spostamento dei voli low cost da Ciampino a Fiumicino. Il calcolo, inoltre non tiene conto della dichiarata possibilità di apertura dell’aeroporto di Viterbo, con i suoi previsti 10 milioni di passeggeri/anno. 
–       L’attuale numero di passeggeri/anno è dato da un riempimento medio degli aerei di poco superiore al 65%. Appare ovvio che aumentando anche di soli dieci punti questa percentuale di riempimento avremmo un incremento di passeggeri annuo notevole. 
–        Il calcolo sulle capacità dell’aeroporto vengono calcolate facendo riferimento al solo 75% dei  piazzali,   percentuale decisamente bassa,

 2.      In secondo luogo, è noto che aeroporti europei ed extraeuropei, aventi tre piste come Fiumicino, riescono a soddisfare il transito di milioni di passeggeri: un esempio per tutti è dato dall’aeroporto londinese di Heathrow, il più importante aeroporto europeo, che con le sue tre piste – come Fiumicino -movimenta oltre 70 milioni di passeggeri/anno.

3.      Ultima, ma non per questo meno importante, è la considerazione che la presenza di grandi aeroporti, aventi la funzione di hub, è organicamente connesso all’esistenza di una forte compagnia aerea nazionale, che nel caso specifico dovrebbe essere Alitalia. 

Per tornare a noi, l’aumento di 8.5 euro a passeggero dei diritti d’imbarco, secondo il Contratto di programma ENAC-AdR, dovrebbe servire nella prima fase del progetto denominato“Fiumicino Sud” (2012-2021) a interventi di ristrutturazione e di riorganizzazione dell’attuale aeroporto (il progetto relativo a questa tranche è stato presentato nel dicembre 2011 al Ministero dell’Ambiente per essere sottoposto al VIA); mentre la seconda fase (2021-2044 “Fiumicino Nord”) riguarda il Raddoppio. Già da tempo AdR ha fatto sapere, tramite stampa, che non avrebbe effettuato gli interventi previsti se non ci fosse stato  l’aumento delle tariffe entro il 31 dicembre 2012.  
A proposito delle lamentele apparse questi giorni sulla stampa sulle conseguenze della mancata approvazione da parte del Governo del Contratto di programma che impedirebbe i finanziamenti dei privati, crediamo sia necessario far presente che a pagare la ristrutturazione prima e il raddoppio poi sarebbero sempre i cittadini, in questo caso in quanto passeggeri.  Infatti mantenendo costante il numero dei passeggeri (25 milioni/anno) paganti (8.5 euro) ad imbarco otteniamo la modesta cifra di circa 2,2 miliardi di euro. Non a caso la società AdR e chi per essa infatti sostengono che nello stesso arco di tempo investiranno proprio 2,5 miliardi. 
Da cittadini ora ci domandiamo: dove sono i tanto decantati investimenti privati?.Dove sono questi investitori che corrono il rischi d’impresa? Tutti sono capaci di fare gli imprenditori, saccheggiando le tasche dei passeggeri. Come Comitato ci chiediamo se tutta questa operazione non sia in realtà l’ennesimo caso italiano in cui un gruppo imprenditoriale privato viene favorito con finanziamenti pubblici. 
Nel caso specifico, infatti, la famiglia Benetton si verrà a trovare nell’ambigua situazione di giocare contemporaneamente diverse parti in commedia: come Edizioni Holding SpA – proprietaria della Maccarese SpA 
– si vedrebbe espropriata (e risarcita) dallo Stato dei circa 800 ettari sui 1200 del nuovo sedime per poi riaverli in concessione come AdR per l’ampliamento dell’aeroporto, ottenendo nel frattempo – e non è cosa da poco! – il cambio di destinazione d’uso del terreno da agricolo a servizi, con un aumento molto significativo di valore.

La nostra posizione, come Comitato, è che, con adeguati interventi d’ammodernamento e di razionalizzazione delle attuali infrastrutture, come contemplato dal Progetto “Fiumicino Sud”, è possibile soddisfare i futuri incrementi nel numero di passeggeri/anno, senza ricorrere a un ulteriore ampliamento del sedime aeroportuale.

Nel salutarLa cordialmente, ci mettiamo a Sua disposizione per qualsiasi richiesta di chiarimento o di ulteriori precisazioni tecniche o di qualsivoglia natura al fine di fornire una informazione più  esauriente che tenga conto anche del punto di vista dei cittadini residenti.

Comitato FuoriPISTA

 

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