14 novembre 2018

Giovanni Costariol, tra calcio e lavatrici

In un caldo pomeriggio d’estate mi siedo sul terrazzo dei miei nonni e mi faccio raccontare la storia della nostra lavanderia: la Lavanderia Costariol. Nonna Anna e nonno Giovanni aprirono la loro prima tintoria a Maccarese nel 1964 con solo due piccole lavatrici e dal momento che nonno era impegnato ancora calcisticamente, per alcuni anni fecero i pendolari da Roma a Maccarese.
Quando nonno ebbe terminato la sua carriera nel mondo del calcio, insieme a nonna venne a vivere a Fregene e trasferirono l’attività in viale Castellammare.
Nonno ebbe prima la passione e poi l’intuizione di aprire la lavanderia per servire i primi ristoranti storici di Fregene.
Con il primo mangano, quattro lavatrici e due essiccatoi, nonno divideva il suo tempo ad allenare i ragazzi della Polisportiva e ad avviare una nuova attività a Fregene.
L’attività si è perfezionata nel corso degli anni crescendo insieme al territorio e negli anni ‘90, i miei nonni lasciano prendere a papà Flavio le redini della nostra Lavanderia Costariol e insieme a mamma Emiliana si è sviluppata tenendo conto dei cambiamenti del settore ma mantenendo ancora oggi l’esperienza acquisita in tanti anni di lavoro restando una delle attività storiche di Fregene.

Marina Costariol


Ho avuto la fortuna di averlo come allenatore di calcio quando avevo 20 anni. Il mister aveva un gran carisma, oltre a un gran sinistro. Giovanni aveva militato nella Lazio in serie A per due stagioni, tra il ’58 e il ’59 e aveva anche per questo l’aurea del fuoriclasse. Era tra quelli che credeva che gli uomini si possono giudicare al meglio quando in “mutande” corrono tutti insieme dietro a un pallone. In quelle occasioni non ci sono finzioni che tengano, si vede tutto di una persona, specie il carattere. In campo apprezzava il coraggio, la tecnica ma soprattutto l’intelligenza, quella stessa che gli aveva consentito di aprire la lavanderia quando avrebbe potuto campare di rendita sulla sua carriera calcistica. Ci insegnava la lealtà, perché era leale. Valori che servono sempre nella vita, specie quando si insegue la regola d’argento: “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”. Mai una caduta di stile, una scivolata, perché è l’esempio che vale sempre più delle parole. Un gran signore, come la moglie, sempre.

Fabrizio Monaco

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