22 settembre 2017

Il Baffi, Tasciotti, I giovani e il nuovo

La lettera la cui firma richiama alla memoria movimenti di estrema destra degli anni ottanta tristemente noti per attività eversive, contiene una serie di accuse fondate su bugie e calunnie come chiunque può verificare in qualunque momento.
È falso che al Baffi si faccia campagna elettorale. Gli alunni del più importante istituto della regione, si comportano come tutti gli altri studenti d’Italia. Con gli stessi problemi e le stesse preoccupazioni di centinaia di migliaia di ragazzi. Non sono però ciechi. Vivono la nostra realtà sociale dalla loro posizione e più volte hanno manifestato il loro disappunto per un sistema sociale incapace di assicurare loro un futuro sereno. 
È vero che il preside Tasciotti non ha mai fatto nulla per reprimere queste manifestazioni di disagio apparse soprattutto durante le assemblee studentesche. Al contrario, ha sempre cercato di ascoltarle e di incoraggiare i suoi allievi ad uno studio continuo, unica soluzione per affrontare il futuro in modo responsabile. La diffusione della cultura a tutti i livelli della cittadinanza, è sempre stato un punto fermo della politica scolastica di Roberto Tasciotti, fortemente convinto che dove fiorisce la cultura, cresce gente sana. Come qualunque cittadino italiano, Tasciotti ha il legittimo diritto di presentarsi alle prossime elezioni amministrative, senza che questo significhi doversi dimettere da dirigente scolastico.
È stato proprio il mondo della scuola attraverso accorati appelli, alcuni dei quali pubblicati sulla stampa locale in tempi non sospetti, a chiedere a gran voce a Tasciotti di rappresentare i giovani.
Anche gli insegnanti che per tanti anni hanno lavorato con lui, imparando cosi a conoscerlo e ad apprezzare le sue qualità organizzative e le sue doti umane, hanno sollecitato un impegno diretto nell’amministrazione della città. Giovani e meno giovani hanno capito che solo una persone fuori dagli attuali schemi politici potrà riportare la politica ad occuparsi del quotidiano, della scuola, del lavoro e del territorio. Più di qualcuno però sembra già essere seriamente preoccupato dal forte consenso espresso anche dagli studenti nei confronti di Roberto Tasciotti”.

Prof. Carlo Mirabelli

 

 

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