21 settembre 2017

Il giorno del ricordo sì, quello della memoria no?

uno dei più barbari assassinii di stato, perpetrato da un regime totalitario e sanguinario, condannato ampiamente dalla storia, è un esempio lungimirante dell’importanza del NON DIMENTICARE, mai. Il gruppo consiliare del Partito democratico di Fiumicino sarà presente il 10 febbraio a piazza Grassi e in quella occasione chiederà ufficialmente al sindaco di istituzionalizzare anche la ricorrenza del 27 gennaio, per onorare i morti dei rastrellamenti nazi-fascisti, presentando anche un ordine del giorno in consiglio comunale. Dispiace, infatti, constatare che per non curanza, negligenza o peggio poco interesse il Giorno della Memoria, la ricorrenza del 27 gennaio istituita con legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano, sia trascorso nel più assordante disinteresse e silenzio da parte del sindaco, della sua giunta – ad eccezione del neo assessore alla cultura Giovanna Onorati nel suo discorso di insediamento – e di tutta la maggioranza che siede in consiglio comunale e che ha chiesto a gran voce la cerimonia di piazza Grassi.
Non vorremmo che la città potesse interpretare come una pericolosa sterzata estremista la decisione del sindaco di onorare le vittime delle foibe e non quelle dell’Olocausto, anche alla luce di recenti decisioni, come quella di approvare un ordine del giorno per l’intitolazione di una piazza a Ettore Muti efferato criminale fascista, che lasciano perplessi in vista di un percorso di revisionismo storico che molte forze politiche di destra e sinistra hanno intrapreso negli ultimi cinquanta anni e che a Fiumicino evidentemente tarda ad attecchire. Per la nostra città, anche soltanto l’ipotesi di un sindaco debole costretto, per equilibri di potere verso una branchia del Pdl nostalgica del Ventennio fascista, a discriminare le vittime degli eccidi e far indossare una casacca a questa o quella strage, rischia di dare un’immagine offuscata del ruolo istituzionale della politica e lasciare campo alla intolleranza e alla disparità di trattamento, così come già avviene per i cittadini di Fiumicino, classificati a seconda degli interessi. Il sindaco Canapini e la sua maggioranza farebbero bene a prendere esempio dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno che almeno su questo si è sempre contraddistinto per una equità di trattamento e di una condanna univoca di ogni omicidio e massacro a sfondo politico. (GRUPPO CONSILIARE PARTITO DEMOCRATICO-FIUMICINO, I CONSIGLIERI PAOLO CALICCHIO, MICHELA CALIFANO, ALESSANDRA VONA, SILVANO ZORZI).

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