20 settembre 2017

Il Karate, l’arte dell’autodifesa

Il Karate, l’arte dell’autodifesa

Si sa ben poco della vera storia del karate. Di sicuro è nato come arte marziale per insegnare l’autodifesa e non l’offesa, poi con il passare del tempo il karate si è trasformato in filosofia di vita, in impegno costante di ricerca del proprio equilibrio, insegnando come diventare forti modellando il carattere e guadagnando consapevolezza, tanto che viene introdotto in diverse scuole del mondo per insegnare a sorridere nelle avversità e a lavorare con determinazione nel rispetto degli altri.
Molti, ormai, sono i praticanti di questa disciplina nel mondo, soprattutto bambini, perché lavorando su diverse capacità motorie li aiuta non solo nel percorso di crescita fisico, ma ne forgia anche il carattere e la mente.
È confermato scientificamente da studiosi che il karate sviluppa diverse abilità nell’essere umano: condizionali, coordinative e cognitive, in particolare l’intelligenza motoria. La parola karate deriva da “kara” che significa vuoto, e da “te” che rappresenta una mano, ma ha anche come significato attività, mettersi all’opera.
In definitiva possiamo tradurre karate con “mano vuota”, questo perché il praticante di karate dovrebbe allenare la propria mente affinché sia vuota da pensieri di orgoglio, vanità, paura, desiderio di sopraffazione; dovrebbe aspirare a svuotare il cuore e la mente da tutto ciò che provoca preoccupazioni, non solo durante la pratica marziale, ma anche nella vita.
Questa straordinaria arte ha diversi stili e varietà, ma solo quattro sono fortemente conosciuti e praticati in tutto il mondo: Wado-ryu, Gojo-ryu, Shotokan e Shito-ryu.
Per quanto riguarda la struttura, il karate si divide in tre parti fondamentali: kihon è lo studio dei fondamentali, sia di parata che di attacco e delle posizioni delle gambe, su cui si basa il karate; kata significa forma, non viene considerato come un combattimento eseguito a vuoto, ma contro uno o più avversari immaginari, il nome dei kata cambia a secondo dei loro stili e livelli; kumite prevede un vero e proprio combattimento con uno o più avversari.
Durante una lezione di karate è obbligatorio indossare il “gi”detto più comunemente karate-gi, che consiste in due parti: uwagi (giacca) e zubon (pantaloni) usualmente bianchi e portati con una obi (cintura). La cintura nel karate è un riferimento che indica l’abilità, il grado, ed è attestata dal superamento di appositi esami. I colori delle cinture sono sei corrispondenti ai livelli (kyu).
Per chi volesse praticare il karate può rivolgersi a: MizarSporting Center, via Mizar 263, Focene – Fregene. Info: 340.97.19.271 –  ribi82@hotmail.it.
Il Karate sportivo si pratica il lunedì, mercoledì e venerdì, bambini: 17.00-18.00 / 18.00-19.00; amatoriali: 19.00-20.00; agonisti: 20.00-21.00. Il Karate tradizionale: martedì e giovedì – 19.00-20.00.

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