26 settembre 2017

Il ritorno di Baubeach

Si tratta della spiaggia confinante con quella del “primo Baubeach”, quello nato nel 1998 tra Fregene e Maccarese in via Praia a Mare, proprio a metà tra la Rambla e la foce del fiume Arrone. <<Con il parere sanitario favorevole tra le mani abbiamo cominciato la pulizia e l’organizzazione della spiaggia e da sabato 2 agosto saremo pronti per ricevere i nostri ospiti – conferma entusiasta Patrizia Daffinà – nei primi giorni si tratterà di un work in progress, d’altra parte con un tempo così ristretto e improvviso non ci si può di certo aspettare una struttura di lusso. Per noi sarà importante garantire la possibilità di uno spazio, con la garanzia della sicurezza e delle condizioni essenziali al benessere degli animali>>.Per il momento per i cani ci saranno solo “ciotole, ombrellino e una riserva di 250 litri al giorno”. In seguito si vedrà ma la prospettiva è sufficiente per far esultare il popolo del Baubeach. Il tam tam è partito, tramite email ed sms, si sono già dati tutti appuntamento per sabato, naturalmente con al guinzaglio fido. I problemi non mancheranno, la spiaggia non ha accesso diretto, bisogna passare a piedi dietro il parcheggio della Rambla, nell’area di proprietà della Maccarese Spa. Non solo, ma sullo stesso tratto di battigia il Comune ha da tempo autorizzato l’utilizzo del kite surf. E poi c’è il ricorso del Comune al Consiglio di Stato già depositato che contesta la decisione del Tar. <<La trovo paradossale – dichiara l’assessore all’Ambiente Pasquale Proietti – si vuole dare una concessione in una zona di mare a tutela integrale della Riserva del Litorale Romano. Tra l’altro priva di accessi, sia sud che a nord. Ci sono evidenti contrasti con il piano di gestione della Riserva, con la flora e l’avifauna protetta. Una soluzione ragionevole sarebbe attendere l’uscita del bando sulle nuove concessioni previste dal Pua e parteciparvi per ottenere titoli non provvisori>>. <<Nella maggior parte delle regioni italiane, le spiagge per cani sono viste come un dovere della comunità, un segnale di civiltà – replica la Daffinà – è paradossale che il litorale capitolino rimanga ancora il fanalino di coda pur essendo stato la culla in Italia di questa attività in Italia! Siamo pronti ad una mediazione, ci rendiamo conto che ai nostri amici a quattrozampe occorrono servizi adeguati, un impianto idrico. Il problema è che finora l’amministrazione comunale non lo ha voluto questo dialogo>>. (Fabrizio Monaco)

Pubblicità

Newsletter

Archivio Articoli