21 settembre 2017

Il trionfo di Andrea Palma

È la storia di Andrea Palma, nato e ancora residente a Maccarese, che quest’anno in sella alla Ferrari 458 GT2, con otto vittorie su dieci gare, ha conquistato con due gare d’anticipo il titolo nel Campionato Europeo Gt Sprint. Un’altra affermazione di prestigio, per un ragazzo che dopo aver mosso i primi passi come aiuto meccanico all’officina Zamuner di Maccarese, ha esordito nell’attività agonistica nei kart sino a diventare pilota professionista nel 2004. Tra i suoi ultimi risultati di rilievo, nel 2008 il 5° posto nella 24 ore di Spa, nel 2010 vicecampione italiano nel GT2 con la Ferrari 430, macchina con la quale lo scorso anno ha raggiunto il terzo posto nel campionato europeo GT Sprint. Sino al trionfo di quest’anno.

Anno 2012. Nuova stagione e nuova squadra, il Black Team. Parlaci di questa avventura.

Già nella scorsa stagione avevo incontrato Giancristiano Cavalleri, titolare del Black Team, e il loro Direttore Tecnico, Ennio Bolsieri, che tra una battuta e l’altra mi fece intendere mi avrebbe voluto con loro. Da lì a breve, con pochi ma decisivi incontri con il mio manager, è andato subito in porto un accordo per disputare il Campionato Europeo Gt Sprint.

Quindi nuovo team ma anche un’auto tutta nuova: com’è questo “bolide” Ferrari?

È un’auto stupenda, nasce da un attento lavoro dal reparto corse della Michelotto Automobili che si occupa in via esclusiva di preparare le auto da corsa GT per la casa di Maranello. La 458 in questa versione, viene interamente ricostruita secondo le norme regolamentari che determinano la categoria GT 2. Dell’auto di serie resta ben poco, tutto viene minuziosamente elaborato, dal telaio, le sospensioni, la carrozzeria interamente in fibra di carbonio, elettronica sofisticatissima, motore e cambio molto vicini a quelli di una F1. Ovviamente le potenze di quest’ultimo vengono poi bilanciate sulla base di un “balance of performance” che viene stabilito confrontando tutte le auto avversarie (Porsche, Corvette, Lamborghini, Aston Martin..). Attraverso l’impiego di restrittori specifici di diverse grandezze collocati all’ingresso del  sistema di aspirazione del motore, si stabilizzano le potenze nell’ordine dei 500/550 cv. L’auto ha un guidabilità molto simile ad una monoposto grazie anche all’attento lavoro aerodinamico. Infatti è dotata di fondo “piatto”, alettoni e flap che la rendono letteralmente incollata al suolo. È davvero eccezionale in tutto e la distingui anche dalla sua “voce” emessa dagli scarichi, una “sinfonia” che solo una Ferrari può farti ascoltare…

Hai partecipato ad un campionato Gran Turismo dove solitamente si guida in due piloti, perché tu hai scelto di correre da solo?

Il campionato Gt Sprint, si differenzia proprio per questo. Ha un format di gara che prevede la disputa di due gare da 30 minuti per week end. Pertanto non è previsto il pit-stop con il cambio pilota. Grazie a questa nuova formula ideata dalla FG Sport, la stessa organizzazione che ha creato il campionato Superbike, è quindi permesso di correre da solo a tutto vantaggio di avere un auto personalizzata in tutto e per tutto per se stessi.

Qual è stato il segreto di questa vittoria?

Non ci sono molti segreti, anzi, direi che sono sempre gli stessi ingredienti: passione, dedizione ed allenamento fisico e una buona dose di “benzina” nelle vene!

Dai risultati è sembrato tutto molto semplice, ma ci sono stati anche momenti difficili?

No, direi di no. Sono riuscito a cogliere otto vittorie su dieci gare. Un risultato davvero inaspettato. Soprattutto se penso di essere diventato Campione con due appuntamenti ancora da disputare! In questo mi sembra giusto che i meriti vadano anche a mia moglie Federica e a tutti i famigliari che mi hanno sempre sostenuto, così anche a Claudio Longo, Stefano Facchinetti, Stefano Andreucci, Massimo Bottallo, Mauro Gonnelli, Luca Zanda, Ivo Lenci, Peppe, Arturo, gli amici della palestra Kristal Fitness e tutti gli altri amici che mi seguono su Facebook. Un grazie va a tutti coloro che mi hanno sempre seguito dando la forza di far bene e dare il massimo. 

A questo punto, anche se la stagione non si è conclusa, questo successo ti proietta già verso la prossima stagione 2013: quali i programmi?

Al momento è ancora presto, ci sono varie idee come quella di tornare a condividere l’auto con un altro professionista in un campionato endurance. Ma intanto valuto anche la possibilità di sbarcare negli USA a gennaio in vista della prossima 24 ore di Daytona. Spero di riuscire a trovare il giusto accordo, l’America è sempre stata per me una meta molto ambita.

Oltre questa importante categoria GT, quali sono le tue ambizioni come pilota?

Ho detto più volte che adoro le gare endurance e tra le tante ce ne è una dal fascino particolare: la 24 ore di Le Mans. Spero presto di poterci essere anch’io nell’elenco dei partecipanti e magari sempre al volante di una Ferrari.

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