16 novembre 2018

La discarica privata nella macchia mediterranea

Ieri, domenica 22 luglio. Mentre in bicicletta andiamo verso il mare in via Giulianova, subito dopo aver superato viale Viareggio, vediamo un uomo entrare nella macchia mediterranea. Anziano, italiano, a dorso nudo, tiene in mano dei sacchetti di rifiuti. Entra nella macchia più fitta e comincia a lanciarli tra i ginepri e le ginestre. Non credo ai miei occhi, lo fa come se niente fosse, incurante pure delle persone che passano e lo vedono. Deve abitare lì vicino e deve farlo spesso quel lavoro visto che in quel tratto di vegetazione si intravedono altri sacchetti. Si è creato la sua discarica personale. La rabbia monta forte, mi fermo e gli urlo di raccogliere tutto, lo minaccio di denunciarlo. Per fortuna torna sui suoi passi, raccoglie i sacchetti e se li porta via.
So benissimo che potrebbe rifarlo più tardi, nello stesso punto o altrove. La rabbia non diminuisce, ma che gente c’è in giro? Ominidi che all’interno delle loro ville tengono tutto perfettamente in ordine e poi a pochi passi da casa gettano i rifiuti nel bosco?

Lettera firmata

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