26 settembre 2017

La Fattoria Verde rischia lo sfratto

 Il Comune di Roma, gestore della sede distaccata dell’azienda agricola di Castel di Guido, attraverso il Dipartimento di tutela ambientale e del verde, ha ora assegnato i locali per lo “svolgimento di attività culturali” alla associazione “Fons Perennis”. Una assegnazione firmata dal direttore del dipartimento, Paolo Gramiccia, ma senza alcuna comunicazione alla Fattoria Verde e alle circa 30 famiglie di disabili che la utilizzano come centro diurno da quasi 10 anni.
Inevitabile lo scontro che ha raggiunto il culmine sabato scorso quando, con un vero e proprio blitz, una quindicina di iscritti alla “Fons Perennis”, area della destra romana, alle 10 in punto si sono presentati alla Fattoria Verde. Prima hanno svuotato una ex stalla, adibita a magazzino, di stivali, borse dei disabili, tavoli, sedie, mangimi, gettati sotto la pioggia. Poi hanno cambiato il lucchetto prendendone di fatto possesso. “Noi eravamo in due – racconta Donato De Marco della Fattoria Verde – in quattro ci hanno bloccato mentre svuotavano la stalla provocandoci e riprendendo tutto con una telecamera. E quando sono arrivati i carabinieri di Passoscuro, neppure a loro hanno riaperto il magazzino, né consegnato le chiavi”.
Fons Perennis sostiene di “avere tentato in tutti i modi il dialogo con Fattoria Verde, ritenendo le attività delle due associazioni integrabili”. “Non si capisce quale compatibilità ci sia tra noi, specializzati nel recupero dei disabili, e loro che, come si vede dal sito, si occupano di “studio storico-artistico, buddismo e meditazione, cineclub d’autore, insegnamento della lingua e della cultura tedesca, gruppo scout AGIRE”, precisano alla Fattoria Verde.
Sarebbe una perdita grave, considerata la carenza di servizi per i disabili nel Comune di Fiumicino, quella della Fattoria Verde, nota oltre i confini del Lazio e all’avanguardia per i risultati ottenuti.
“Il patrimonio Fattoria Verde va difeso – commenta Mauro Gonnelli, presidente del Consiglio Comunale – in questi anni hanno fatto in silenzio un lavoro straordinario, abbiamo il dovere di attivarci per trovare subito una mediazione”.

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