26 settembre 2017

La Polverini al 53,85% a Fiumicino

Mancavano ancora pochi seggi da scrutinare, ma nella notte, all’assemblea dei Radicali nella sede romana del partito di via di Torre Argentina la delusione era già un sentimento definitivo. «Penso che i dati siano univoci», aveva detto ai suoi Emma Bonino, vicepresidente del Senato e candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio che, pur avendo riconosciuto la vittoria della sfidante di centrodestra, l’ex sindacalista Renata Polverini (alla quale ha telefonato per augurare "Buon lavoro») non ha mai pronunciato la parola "sconfitta". Una delle sue prime analisi sul voto riguarda il premier: «Non sfugge l’occupazione da parte del presidente del Consiglio di tutti gli spazi possibili e immaginabili. Credo che anche a questo un Paese normale dovrebbe porre rimedio». Ma la delusione non riesce ad avere la meglio nella leader radicale: «Spero sia un inizio. Anzi, voglio credere che sia l’inizio di un modo diverso di costruire la politica in questo Paese». E continua: «Penso dipenda da tutti noi difendere testardamente queste idee e questi ideali. Mi auguro che non li scordiate e che possiamo continuare questa avventura insieme».

«Nel Lazio abbiamo perso per 30 mila voti, voto più voto meno – ha osservato Bonino – Altro non saprei dire e forse non è neanche il momento, innanzitutto perché sono esausta e francamente uno deve trovare dentro di sè il tempo per elaborare qualcosa e fare proposte».
«Voglio ringraziarvi – ha aggiunto alla platea dei Radicali -, sono stata obbligata a fare una campagna elettorale in modo diverso ed in qualche modo vi ho visti poco, però so che c’eravate. Mi scuso se non ho idee brillantissime – ha concluso – ma sono cotta, sono solo stanca».
La vicepresidente del Senato, spesso interrotta da fragorosi applausi, ha ringraziato Rita Bernardini e Riccardo Milana, i due protagonisti del comitato elettorale, «e tutti coloro con cui ho condiviso questa campagna elettorale, questa campagna che ho trovato comunque appassionante e che mi ha appassionata».

Atmosfera di grande entusiasmo, invece, fra i sostenitori della vincitrice Renata Polverini. In un centro storico tappezzato da manifesti con lo slogan "l’amore vince sempre sull’odio e sull’invidia", dopo i festeggiamenti nella notte a Piazza del Popolo, fra inni di Mameli e la canzone-simbolo della campagna elettorale "Io vorrei, non vorrei ma se vuoi" di Lucio Battisti, già dalle prime luci dell’alba un corteo di centinaia di persone si sta dirigendo verso il comitato di Renata Polverini. In testa c’è il sindaco di Roma Gianni Alemanno con la moglie Isabella Rauti. Tra cori e tifo da stadio numerosi supporter della candidata del centrodestra hanno invaso piazzale Flaminio.

Prima di andare a dormire dopo una giornata memorabile, proprio da Piazza del Popolo Renata Polverini aveva detto: «Ce l’ho fatta, è un giorno bellissimo e mi sento bene perché è la risposta arrivata dal popolo al di là delle liste». «È una risposta della democrazia il popolo ha restituito la democrazia che qualcuno voleva toglierci», ha aggiunto. Entusiasta anche lo stesso sindaco Alemanno, che ora ha un’alleata preziosa su cui contare: «Il primo terreno sul quale collaboreremo con la nuova Regione Lazio è quello per superare la crisi e creare nuovi posti di lavoro», ha detto arrivando nella sede utilizzata come comitato elettorale durante la campagna di Renata Polverini. «Credo che abbia vinto la democrazia, questo è un miracolo, un grande trionfo non di una parte politica ma della democrazia», ha concluso Alemanno. (Il Sole 24 ore)

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