23 settembre 2017

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“In Italia, dove ha colpito in diverse regioni, come in tanti altri paesi del Mediterraneo – spiega Enzo Paglialunga, titolare dell’omonimo vivaio – si stanno sperimentando prodotti in grado di eliminare l’insetto, ma ci vorrà ancora tempo. Nel frattempo, però, si possono già ottenere degli ottimi risultati, soprattutto con specifici trattamenti preventivi, che andrebbero fatti conoscere a chi possiede delle palme”.Una campagna di informazione che, in realtà, non è ancora avvenuta, meglio allora sfruttare l’esperienza del vivaio per offrire un piccolo decalogo delle cose da fare, o da evitare, per salvaguardare le tante belle palme ormai entrate a far parte del patrimonio verde di questa costa. Prima di tutto è sempre buona norma non potare le palme in estate, perché questo aumenta sensibilmente il rischio di contagio. Secondo, soprattutto se si decide di intervenire senza ricorrere a degli specialisti, è necessario informarsi bene su che prodotti usare. “Bisogna evitare di spargere insetticidi sull’esterno della pianta, sia perché dannoso non solo per ambiente e per l’individuo, sia perché del tutto inutile visto che il punteruolo, o meglio la sua larva, la vera causa dell’essiccamento, penetra e agisce all’interno del fusto. Questo però non significa che i privati non possano intervenire utilmente. In commercio, infatti, già esistono dei repellenti biologici, da posizionare in chioma, che possono dare buoni risultati”. Percentuali di sopravvivenza che possono essere notevolmente aumentati, fino all’80%, se accompagnati da ulteriori trattamenti, tutti ecocompatibili, come quello endoterapico da applicare sul fusto e quelli eseguiti con specifici macchinari, ma che richiedono l’intervento di personale specializzato. La prevenzione, oltretutto, richiede una spesa molto più contenuta. “Dal fai da te, che costa poche decine di euro, al trattamento di specialisti, in media 100 euro a pianta, nulla in confronto ai costi di abbattimento e smaltimento”. Da quando è scoppiato l’allarme, il vivaio ha già effettuato un’azione preventiva su oltre un centinaio di palme della zona e nessuna, finora, è stata aggredita dall’insetto. “Ripeto – conclude Paglialunga –  non esiste un prodotto che può garantire la completa eliminazione del rischio contagio, ma molto si può fare se si agisce in tempo”. (Francesco Zucchi).

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