23 settembre 2017

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L’onda che monta un po’ ovunque nel mondo contro i reati di pedofilia della Chiesa non risparmia la nostra diocesi di Porto Santa Rufina. L’avvocato Nino Marazzita, che segue due delle sette presunte vittime dell’ex parroco del quartiere romano di Selva Candida sotto processo a Roma per pedofilia, non ha dubbi su ciò che va fatto. "Il vescovo Reali, responsabile della diocesi di Porto di Santa Rufina (e dal 20 marzo anche Amministratore Apostolico della Diocesi di Civitavecchia Tarquinia ndr), nel suo interrogatorio in fase istruttoria davanti al pm Francesco Scavo Lombardo è stato imbarazzante nelle risposte – accusa l’avvocato – Prima ha detto di non sapere nulla di quanto accadeva a Selva Candida, poi li ha definiti ‘pettegolezzi’. Entro qualche settimana, Reali dovrà essere interrogato in aula e io ne chiederò l’incriminazione per favoreggiamento. La pedofilia all’interno della Chiesa è un tabù. Quando i vescovi tacciono, il prete pedofilo continua a commettere crimini e il silenzio diventa una forma molto grave di complicità".

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