18 ottobre 2017

Le rapine a Maccarese, un testimone: “Sembrava un tossico”

rapina-pistola

Anche il giorno dopo si fa fatica a digerire quello che è successo ieri a Maccarese, tre rapine in quindici minuti, tutte opera della stessa persona. È successo dalle 13.00 alle 13.15, un quarto d’ora di follia che ha avuto come protagonista un giovane dall’accento romano. Alto, magro, trasandato, con il volto nascosto da un cappello con la visiera, si è presentato alle 13.05 in punto in via della Corona Australe all’altezza del civico 30. Pistola automatica in pugno, è entrato in un negozio di giocattoli puntando l’arma verso la cassiera e si è fatto consegnare i 300 euro dell’incasso. Uscito da lì è entrato nel negozio a fianco, una tabaccheria, anche qui stesso copione, è andato direttamente alla cassa intimando la consegna dei soldi. “Si muoveva a scatti, aveva un marcato accento romano, potrà aver avuto una ventina d’anni, con quella pistola che puntava da tutte le parti metteva paura, sembrava sotto effetto di qualche droga”, racconta un testimone. Un particolare che non tranquillizza gli animi, anzi, anche perché la pistola automatica sembrava vera.
Oltre all’incasso, da verificare il bottino, il rapinatore si porta via anche un bel mazzetto di gratta e vinci e si fa consegnare il portafoglio con dentro un centinaio di euro da un cliente della tabaccheria che si vede puntare l’arma in faccia. Una volta uscito sparisce e la storia sembra finita. Invece il bottino non deve essere sufficiente,  così con un complice alla guida si dirige alla Conad di Maccarese distante qualche centinaio di metri. Scende nel parcheggio e si dirige alle due casse, scavalcate con agilità, sottraendo poco più di 500 euro. A budget raggiunto non resta che disfarsi dell’auto, una Toyota Yaris grigia lasciata sotto il castello di Maccarese, salire su un’altra auto e scomparire rapidamente.

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