20 settembre 2017

Leg. Arco, “assistenza indiretta, nessuno è contento”

Leg. Arco, “assistenza indiretta, nessuno è contento”

“È fatta, il Consiglio Comunale di Fiumicino ha approvato mercoledì 7 gennaio la delibera per il nuovo regolamento sull’assistenza indiretta. Gli utenti sono soddisfatti? L’associazione è soddisfatta? E la Federazione Fish Lazio è soddisfatta? Purtroppo no”. È quanto dice la presidente dell’Associazione Leg.Arco Alessandra Colonna. “Nessuno è contento, e quello che mi infastidisce è di far credere che l’associazionismo era d’accordo, così come fece anche l’Assessore Panariello, della precedente giunta – sottolinea Alessandra Colonna – Mi chiedo perché far credere tutto ciò? Perché non ci si prende la responsabilità delle proprie azioni, senza cercare alibi alcuno? Come possiamo essere contenti se non abbiamo mai ricevuto la documentazione con il testo definitivo? Insomma basta essere strumentalizzati dalla politica e dai politici. Noi, persone con disabilità, vogliamo essere rispettati, pronti a collaborare ma pretendiamo il rispetto per la dignità intrinseca. Parlare di un regolamento “sperimentale” non ha più senso, visto che il servizio è attivo ormai da oltre 15 anni. Pochi giorni prima di Natale nell’unico incontro in Commissione Politiche Sociali (l’unico a cui siamo stati convocati per discutere sul regolamento dell’indiretta) abbiamo presentato una serie di osservazioni di cui alcune sono state accolte ma altre totalmente ignorate. Inoltre anche la Federazione (Fish) Italiana Superamento Handicap Lazio, ha inviato una lettera all’Assessore al Presidente della Commissione ed al Dirigente dei Servizi Sociali, evidenziando alcuni interventi su diversi emendamenti, chiedendo con l’occasione un incontro tecnico politico a cui non ha mai avuto risposta. Cosa per altro molto scorretta. Come avevo già dichiarato precedentemente, è evidente che ci sia stato un grosso sforzo per arrivare alla conclusione del lavoro, ma ci sono delle criticità, che non considerano la normativa vigente, troppe inesattezze che creeranno confusione e possibili ricorsi. Il testo si doveva uniformare e armonizzare sulla base delle normative vigenti, come ad esempio: il calcolo del nuovo ISEE. Mi chiedo e ci chiediamo quali sono le nuove soglie d’accesso alle prestazioni sociali e quali criteri il Comune vuole adottare? Se il Comune non ha deciso ancora individuato i nuovi criteri, come hanno potuto mettere dei limiti ISEE nel regolamento visto che per ora neanche i CAF sanno quali parametri utilizzare? Inoltre, si è aumentato a 40 ore il limite massimo d’assistenza. Ma cosa significa se non sappiamo ancora quale sarà il budget per ogni fascia? Non era meglio parlare solo di budget? Se il regolamento dell’Indiretta, è stato fatto per le persone non autosufficienti, che vengono individuate attraverso il certificato della commissione medica di 1° Istanza (verbale d’invalidità) che ne indica l’impossibilità di svolgere gli atti quotidiani della vita ma anche di non essere in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, che senso ha inserire persone fragili, dicitura non prevista in nessun documento, norma o legge di questo Stato. Ci domandiamo chi e con quali strumenti si individua e valuta tale fragilità e quale tipologia d’intervento, ci sembra che il tutto ricada in un ambito organizzativo diverso dall’indiretta, specifico per persone gravi e gravissime. Nel regolamento si richiede il certificato della Legge 104, senza precisare lo stato di gravità, anzi, richiedendo una discreta autonomia, senza sapere che il certificato della legge 104 contempla 3 classificazioni, pertanto quale occorre? Se l’utente ha una discreta autonomia, ha cosa gli serve l’assistenza visto che sarà in grado di compiere gli atti quotidiani della vita? Ricorso che la legge 162/98 specifica chiaramente “persone in situazione di gravità”. Inoltre gli utenti sono divisi in base al bisogno in tre livelli A B C, nel livello B e C sono stati inserite le disabilità plurime motorie e intellettive, non previsto da nessuna normativa, visto che la Regione ha specificato che la gravità della disabilità viene determinata dal fatto che la persona non sia in grado di adempiere ad almeno due funzioni primarie di vita; Impossibilità alla deambulazione, Impossibilità a mantenere il controllo sfinterico , Impossibilità alla assunzione del cibo, o al lavarsi, o al vestirsi. Ecc. Ci sembra una evidente dimenticanza, speriamo che sia colmata al più presto. Il livello di intensità assistenziale dovrebbe dare indicazioni sul livello di spesa e non sulle ore, in quanto a seconda dei livelli contrattuali (convivenza /non convivenza) il costo cambia notevolmente, inoltre, non di poco conto, è che tale modalità costringerà il Comune a rivedere ogni anno il livello di finanziamento a causa dell’aumento del costo del lavoro, aumento che scatta ogni gennaio.  Nel regolamento si parla del “CCNL “ (contratto nazionale), non specificando la tipologia di contratto, visto le diverse gamme di contratto esistenti, tralasciando le spese accessorie (tfr . contributi – ferie – sostituto ferie -tredicesima ecc.) saranno comprese? Speriamo di si. Con questa delibera sono state aperte troppe lacune che contribuiranno ad aumentare le difficoltà delle persone disabili gravi, e non semplificheranno il servizio ma si potrà rischiare il peggioramento della situazione in quanto, il regolamento odierno, ha molti punti che sono interpretativi”.

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