21 settembre 2017

Lente, la Cassazione dissequestra le ville

Si tratta della Edilfregene 2006 Srl e della Cuma 6 Srl, titolari di 17 immobili dei 44 in totale sequestrati. Se per il momento il dissequestro libera le sole ville delle due immobiliari, di fatto apre la strada a tutte le altre che ora faranno ricorso in Cassazione.“L’operazione Lente”, era scattata con un blitz da parte di 40 uomini del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Forestale che la mattina del 13 ottobre 2009 si erano presentati in tutti i cantieri edili aperti sul lungomare ponendo i sigilli a 44 immobili del valore di circa 50 milioni di euro. Con 19 persone, tra costruttori, progettisti e tecnici del Comune, indagate perché ritenute responsabili “in concorso tra di loro di reati di realizzazione di opere edilizie e di lottizzazione abusiva in danno ad aree tutelate paesaggisticamente attraverso rilascio di autorizzazioni ritenute totalmente illegittime”. Ipotesi di reato, formulate dal pubblico ministero Pantaleo Polifemo e avallate dal Gip del Tribunale di Civitavecchia, Giovanni Giorgianni, poi ridimensionate dal Tribunale della Libertà che confermava però il sequestro. Fino al colpo di scena di ieri. <<E’ stata riconosciuta dalla Suprema Corte la correttezza dell’operato della pubblica amministrazione – ha commentato il sindaco Mario Canapini – dall’approfondimento della documentazione richiesta i magistrati hanno potuto verificare la trasparenza delle nostre procedure>>.Ignote ancora le motivazioni della Cassazione che si conosceranno solo nei prossimi giorni quando si vedrà se gli eventuali vizi riscontrati sono formali o sostanziali. Solo allora si potrà capire meglio il destino della vicenda. Che sembra ancora ingarbugliato visto che solo alcune settimane fa il Consulente Tecnico di Ufficio (CTU) nominato dal Tribunale, l’architetto Carlo Sapia, ha consegnato al pubblico ministero Polifemo le sue conclusioni: <<le opere sottoposte a sequestro non risultano conformi alla normativa vigente e ai titoli abilitativi rilasciati>>. Anche perché da verifiche successive è emersa una difformità tra i progetti approvati e le opere realizzate, in alcuni casi superiori al 30%, una ipotesi che potrebbe far scattare altri sequestri. E solo 2 giorni fa il Corpo Forestale dello Stato ha denunciato 3 persone nei cantieri per violazione dei sigilli: stavano portando via alcune vasche idromassaggio dalle case.

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