16 novembre 2018

Guida all’automazione per i cancelli a battente

cancelli battente

Prima di procedere all’installazione di un cancello a battente, è necessario scegliere il sistema di automazione più appropriato in funzione del contesto. Le soluzioni a disposizione sono numerose, tali da assecondare qualsiasi tipo di necessità sia dal punto di vista funzionale che dal punto di vista estetico: vale la pena di conoscerle, così da riuscire a valorizzare nel migliore dei modi la propria abitazione e da non essere più costretti ad aprire e chiudere a mano il proprio cancello

I cancelli a battente

I cancelli a battente si distinguono da quelli scorrevoli perché possono essere costituiti da una o due ante. Essi hanno bisogno di una quantità di spazio abbastanza importante, e nella maggior parte dei casi l’apertura avviene dentro la proprietà. Sono due le variabili che occorre tenere in considerazione per riuscire a individuare la motorizzazione migliore, e cioè il peso e le dimensioni dell’anta; in più, può essere utile valutare le misure del pilastro e la sua posizione rispetto all’anta stessa. Ovviamente, se se ne ha la possibilità è consigliabile procedere quando il cancello non è stato ancora posato, anche se nulla vieta di automatizzare una struttura già esistente. Gli esperti raccomandano di prendere in considerazione l’ipotesi di installare un motoriduttore interrato, che avrebbe il pregio di annullare completamente l’impatto visivo del sistema.

Le caratteristiche dei cancelli

Essere consapevoli delle peculiarità del cancello con cui si ha a che fare è molto importante, soprattutto in considerazione della varietà delle soluzioni che si possono trovare sul mercato, tanto per i serramenti già esistenti quanto per i nuovi contesti. Tutte le manovre devono avvenire in modo sicuro e funzionale, e in più c’è da valutare la longevità del sistema. Nel caso in cui si desideri una soluzione che abbia un impatto estetico pari a zero, o quasi, la motorizzazione da preferire è interrata, che può essere scelta per ante fino a una lunghezza massima di 8 metri. In questa circostanza il motore è pressoché invisibile, e ciò permette di valorizzare e porre in risalto l’aspetto del cancello. 

Diverso è il discorso in presenza di un muretto laterale che limita lo spazio di cui si può disporre. In questa situazione, infatti, è meglio pensare a un motore a pistone, dal momento che tale soluzione non richiede alcun tipo di predisposizione muraria. Lo stesso dicasi per contesti in cui a ridosso del cancello è presente una recinzione tale da limitare molto lo spazio per l’automazione. I pistoni per cancelli garantiscono affidabilità e sicurezza; è possibile progettare e realizzare impianti su misura, sempre in funzione delle dimensioni e del peso delle ante, per un’apertura massima di 7 metri.

Il cancello a braccio articolato

Una ulteriore alternativa che si può valutare è il cancello a braccio articolato: anche in questo caso non c’è bisogno di predisposizioni murarie, e in più si può beneficiare di una notevole flessibilità dal punto di vista dell’installazione. Vi si ricorre, per esempio, se si è in presenza di pilastri molto voluminosi, tali da ostacolare il montaggio di un’automazione a pistoni. Le ante possono arrivare fino a 4 metri.

Inoltre, un cancello a battente può essere realizzato anche là dove è presente un passaggio pedonale. Le ante a battente che possono essere motorizzate non devono superare, però, un certo limite (più o meno 1 metro e 80 centimetri). Questa soluzione è preferita quando il pilastro è molto sottile, ma anche in presenza di una recinzione o di una parete. 

Qualunque sia il tipo di cancello per cui si decide di optare, non bisogna mai dimenticare di controllare che l’automazione scelta consenta di rispettare i parametri previsti dalle normative italiane ed europee e sia munita di un dispositivo di sblocco esterno.

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